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Sul conflitto siriano l’ombra delle armi chimiche

· Nessuna conferma indipendente alle accuse dei ribelli al Governo ·

Non c’è alcuna conferma indipendente all’accusa di uso di gas nervino rivolta ieri all’esercito siriano dall’opposizione, secondo la quale un bombardamento con questo tipo di arma chimica di distruzione di massa avrebbe provocato 1.300 morti nella provincia di Damasco. Sulla  vicenda, seccamente smentita dal Governo del presidente Bashar Al Assad,  c’è stata una convocazione d’urgenza del  Consiglio di sicurezza dell’Onu, a conferma dello sconcerto e della preoccupazione suscitata nel mondo dall’accusa accompagnata dalla diffusione  sui social network di immagini sconvolgenti di vittime civili, compresi bambini e donne, anche se non esistono prove documentate né sulle cause né sulla collocazione temporale della loro morte.

Il Consiglio di sicurezza  ha chiesto «chiarezza», ma non ha esplicitamente sollecitato un’inchiesta dell’Onu stessa, limitandosi ad apprezzare la «determinazione» con cui il segretario generale, Ban Ki-moon, ha assicurato che ci sarà una «pronta indagine imparziale» su quanto eventualmente avvenuto. Va ricordato che sul presunto uso di armi chimiche nel conflitto siriano, sul quale si sono scambiati accuse nei mesi scorsi il Governo e i ribelli, è in corso proprio in questi giorni una missione di ispettori dell’Onu.

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24 luglio 2019

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