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Sul clima una marcia in più

· La Cop22 in Marocco conferma gli obiettivi di Parigi ·

Nuovi impegni concreti per portare avanti la lotta contro il riscaldamento globale. Questo il principale risultato, espresso nella Dichiarazione finale pubblicata ieri sera, della ventiduesima conferenza mondiale sul clima (Cop22), che ha visto la partecipazione di 196 paesi. Confermati gli obiettivi chiave definiti a Parigi nel 2015: la necessità di mantenere l’aumento di temperatura inferiore ai 2 gradi, compiere sforzi per contenerlo entro 1,5 gradi, e smettere di incrementare le emissioni di gas serra il prima possibile.

Al centro il ministro degli esteri marocchino, Salaheddine Mezouar,  nei momenti conclusivi della conferenza (Reuters)

«Il cammino intrapreso contro il cambiamento climatico non può essere interrotto. Invito tutti i settori della società a farsi coinvolgere. In questa battaglia abbiamo bisogno di tutti» ha detto ieri, in alcune dichiarazioni, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. «Abbiamo toccato con mano il potere della cooperazione internazionale; siamo in grado di testimoniare il potenziale che riunioni come queste hanno: nel 2014 il summit sul clima ha riunito oltre 100 capi di stato e più di 800 attori della società civile». Il diplomatico sudcoreano ha poi sottolineato che «agire subito contro i cambiamenti climatici non è un lusso, piuttosto un investimento prudente sul nostro futuro».
Come detto, la dichiarazione finale del vertice Cop22 ribadisce gli impegni già presi a Parigi per far fronte «alla sfida dell’emergenza climatica». Il documento cita il protocollo di Kyoto e Doha e definisce l’azione contro il riscaldamento globale come «un processo irreversibile» per sostenere il quale servono politiche lungimiranti ed efficaci. «Noi, in rappresentanza dei paesi sviluppati, riaffermiamo il nostro obiettivo di mobilitazione di 100 miliardi di dollari» si legge nella dichiarazione. Si auspica poi che «gli impegni entrino subito in vigore con gli obiettivi ambiziosi che si è posto l’accordo di Parigi e nel segno dell’inclusione». La dichiarazione invita quindi tutti alla «solidarietà nei confronti dei paesi più vulnerabili di fronte ai cambiamenti climatici».
Questa dichiarazione «è un punto di non ritorno» ha commentato il ministro degli esteri marocchino, Salaheddine Mezouar, presidente della Cop22. «Un passo avanti e deciso nell’era dell’azione, per lo sviluppo sostenibile. Questa conferenza sul clima ha raggiunto gli obiettivi, andando anche oltre le aspettative» ha aggiunto. Riscontro positivo è giunto anche da altre cancellerie. Il ministro dell’ambiente italiano, Gian Luca Galletti, si è detto «soddisfatto» dell’andamento dei lavori, soprattutto «per la determinazione a continuare sulla strada dell’impegno preso a Parigi e riaffermato qui, praticamente da tutti». Galletti ha anche annunciato che l’Italia si candida a ospitare la Conferenza Onu sul clima del 2020 e che contribuisce con 5 milioni di euro a un fondo da 75 milioni per aiutare i paesi africani nella lotta al cambiamento climatico.

Un commento positivo è arrivato anche da Washington. «La comunità mondiale è unita. Nessuno dovrebbe dubitare che la stragrande maggioranza dei cittadini statunitensi sono determinati per mantenere gli impegni presi a Parigi e sa che i cambiamenti climatici sono reali» ha dichiarato il segretario di stato americano, John Kerry.

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