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Sui profughi un quadro politico confuso

· ​Caritas Italiana dopo l’intesa fra Unione europea e Turchia ·

«La cosa più preoccupante è il fatto che non solo non si ragioni sui canali umanitari, ma anche il tema del ricollocamento, che dovrebbe essere la questione sulla quale far girare tutta la nuova prospettiva europea di gestione, di per sé non funziona e non funzionerà, perché già alcuni Paesi, come l’Ungheria, hanno affermato che non vogliono più profughi sul proprio territorio».

Non convince la Caritas Italiana l’accordo fra Unione europea e Turchia sull’immigrazione raggiunto venerdì scorso ed entrato in vigore ieri. In base all’intesa, i migranti “irregolari” che d’ora in poi arriveranno sulle isole greche saranno rimandati in Turchia, ma già la Grecia ha fatto sapere che sarà difficile un’applicazione immediata (sabato per esempio si è registrato il caos sull’isola di Lesbo, principale porto d’ingresso dei migranti in Europa).
Oliviero Forti, responsabile immigrazione di Caritas Italiana, intervistato dalla Radio Vaticana, parla di «quadro confuso», che costerà soprattutto ai profughi una situazione permanente di «insostenibilità». A lasciare perplessi è soprattutto l’assenza, durante il vertice, del tema legato ai canali umanitari: «Non viene esplorato. Di tanto in tanto qualcuno tenta di inserirlo, ma viene prontamente tolto dall’agenda delle discussioni a Bruxelles».

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22 ottobre 2019

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