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Sui migranti
troppe notizie false

· Dall’incontro del Ccee a Stoccolma l’urgenza di raccontare con correttezza il fenomeno della mobilità umana ·

Sane Wadu, «Exodus» (1998)

Stoccolma, 17. «Il fenomeno migratorio all’interno del continente europeo è stato ed è salutare per la fede, perché molti cristiani giunti dall’Est europeo, dal Medio oriente o dall’Africa hanno mantenuto e vivono la loro fede nei paesi di accoglienza, spesso marcati da un forte processo di secolarizzazione». Ma «un’errata gestione o la cosciente manipolazione del fenomeno migratorio attraverso i mezzi di comunicazione sociali hanno spesso generato incomprensioni, se non addirittura atteggiamenti ostili presso le comunità accoglienti». È quanto ha spiegato don José María La Porte, decano della Facoltà di comunicazione sociale istituzionale alla Pontificia università della Santa Croce (Roma), all’incontro annuale dei vescovi e delegati responsabili per la pastorale dei migranti del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (Ccee). Una preoccupazione, quella del reverendo, condivisa al convegno, svoltosi a Stoccolma e che ha approfondito il tema «Un movimento di umanità: il flusso dei migranti e delle notizie. Il dialogo e la comunicazione per una cultura dell’incontro».

Tre giorni di confronto su alcune domande cruciali che emergono con forza oggi in Europa sul fenomeno migratorio: «Come comunicare, informare la gente, e formare innanzitutto i fedeli cattolici a una giusta percezione del fenomeno migratorio? Quali strumenti utilizzare? Come testimoniare quanto di bene si sta facendo in Europa anche attraverso la Chiesa cattolica? Come combattere le numerose fake news che popolano le piazze virtuali e alterano la realtà?». Proprio perché il fenomeno migratorio «è diventato un argomento sempre più politicizzato», le Chiese europee hanno deciso di affrontare il tema della comunicazione. «Raccontare la mobilità umana nelle sue tragedie, ma anche nella sua bellezza e ricchezza, appare essere – si afferma – una responsabilità fondamentale anche della Chiesa».

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22 ottobre 2018

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