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Sui migranti
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· ​Richiamo del consiglio europeo sui ricollocamenti ma nessuna decisione prima di dicembre ·

In Europa «non ci può essere una solidarietà à la carte» sulla questione dei migranti e dei ricollocamenti. Sono parole che il presidente del consiglio europeo, Donald Tusk, ha pronunciato, nella notte, a conclusione del primo giorno di lavori del vertice europeo, proseguito oggi su altri temi, in particolare sul possibile accordo commerciale con il Canada. In tema di migrazioni, è subito emerso che l’attuale meccanismo previsto dalla commissione europea per i ricollocamenti dei rifugiati da Italia e Grecia verso altri paesi membri dell’Ue non sta funzionando. 

Donald Tusk presidente del consiglio europeo (Ap)

Il punto è che non ci si può aspettare qualcosa di diverso da questo summit. Nel corso di una conferenza stampa, Tusk e il presidente della commissione europea, Jean-Claude Juncker, hanno chiarito che una nuova proposta su questo tema sarà presentata dalla presidenza di turno slovacca a dicembre. È stato anche ribadito dai vertici dell’Ue che resta la volontà di tornare il prima possibile alla piena operatività del sistema Schengen e che c’è l’impegno per un efficace controllo delle frontiere esterne dell’Ue. A proposito del punto centrale del rapporto con i paesi africani di origine dei flussi, è emerso, nero su bianco, che «occorrono maggiori sforzi per contenere i flussi di migranti irregolari, in particolare dall’Africa, e migliorare i tassi di rimpatrio». In un capoverso si «riconosce il considerevole contributo, anche di natura finanziaria, apportato negli ultimi anni dagli stati membri in prima linea», dunque Italia e Grecia innanzitutto. Dunque, il consiglio appoggia l’attuazione del quadro di partenariato per la cooperazione con i singoli paesi di origine o di transito, con «un’enfasi iniziale sull’Africa». L’obiettivo è «perseguire risultati specifici e misurabili quanto alla prevenzione della migrazione illegale e al rimpatrio dei migranti irregolari, nonché creare e applicare le necessarie leve, servendosi di tutti i pertinenti strumenti, mezzi e politiche di cui l’Ue dispone, compresi lo sviluppo e il commercio». E si dà appuntamento al vertice di dicembre per un primo bilancio degli accordi con l’Africa, in sostanza sui migration compact, che dovrebbero ridurre i flussi nel Canale di Sicilia.

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15 ottobre 2019

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