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Sui migranti anche il peso
delle urne europee

· Mentre al largo della Grecia sono morti altri due bambini ·

 Sebbene la Commissione europea insista sulla «necessità immediata» di organizzare un sistema temporaneo per gestire gli sbarchi dei migranti, in attesa della riforma del regolamento di Dublino, e solleciti l’approvazione della riforma dell’asilo europeo prima del voto delle europee di maggio, per la prima volta da anni il dossier migranti non figura nell’agenda del vertice dei leader dell’Unione europea del 21 e 22 marzo.

Secondo alcune analisi il motivo della scelta di omettere, almeno fino a questo momento, l’argomento al tavolo dei capi di stato e di governo, è il tentativo di evitare lunghe e divisive discussioni, per concentrarsi piuttosto su questioni politiche considerate più urgenti, come la Brexit, o su alcuni temi economici di stretta attualità, come le relazioni tra Ue e Cina e il loro portato commerciale.

Sullo sfondo di questa ricostruzione rimane però soprattutto l’orizzonte delle prossime elezioni europee. Nonostante il fatto che il numero dei migranti sbarcati negli ultimi mesi sulle coste dell’Ue sia tornato ai livelli pre-crisi, c’è chi preferisce evitare che le divisioni europee su questo terreno possano essere cavalcate politicamente. Così, i nodi sulla riforma comune dell’asilo sono tutt’altro che risolti, così come non è stata ancora sbloccata l’impasse sulla missione europea antiscafisti “Sophia”, nonostante la sua scadenza, a fine marzo, sia ormai alle porte.

Il tema della riforma comune dell’asilo viene comunque affrontato in queste ore al Consiglio dell’Ue. Sull’argomento persistono le divisioni con un blocco di minoranza, di cui fanno parte anche Italia, Spagna e Grecia, che chiede di affrontare il tema nella sua interezza, al contrario di chi vorrebbe invece adottare almeno una delle sette proposte sul tavolo prima della tornata elettorale.

Timidi segnali positivi si registrano invece sull’eventualità di un sistema temporaneo per la gestione degli sbarchi dei migranti salvati in mare, anche se fonti diplomatiche europee smorzano gli entusiasmi evidenziando che sebbene ci sia un congruo numero di Paesi che sostengono l’idea (tra questi anche l’Italia) finora non è stato definito il concetto di “temporaneo”. E vari Paesi, in linea di principio disponibili a partecipare al meccanismo, temono tuttavia di restarvi “intrappolati” in modo permanente.

Dalla discussione sul sistema temporaneo per la gestione degli sbarchi dipende anche la sopravvivenza dell’operazione Sophia. Come è noto. il governo italiano non è più disponibile ad accogliere tutti i migranti salvati dalle navi, che partecipano alla missione europea come avveniva in passato, e la messa a punto di un sistema temporaneo per la ripartizione dei profughi potrebbe trovare consensi.

Mentre in continente si discute, un barcone di migranti è affondato la notte scorsa al largo dell’isola greca di Samos. La Guardia Costiera greca, intervenuta dopo aver ricevuto un sos a tarda notte, ha recuperato 11 persone in mare tra cui due ragazzini, morti durante il trasporto in ospedale. Il corpo di un uomo, dato inizialmente per disperso, è stato trovato più tardi sulla spiaggia.

Le autorità marittime hanno detto di aver ricevuto un sos e di aver avviato subito ricerche via mare e con gli elicotteri intorno all’isola nel mar Egeo. Non è chiaro cosa abbia causato il naufragio, avvenuto in una notte di tempo sereno e mare calmo. A parte, naturalmente, l’indifferenza e l’egoismo di chi potrebbe fare qualcosa e non lo fa.

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20 maggio 2019

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