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​Sui diritti umani
una sintesi è possibile

· Se si evitano le colonizzazioni ideologiche e se si assicura la libertà religiosa ·

Pubblichiamo ampi stralci della conferenza che l’Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa tiene oggi, venerdì, presso la Fondazione Opera Campana dei caduti a Rovereto. Il tema è «La promozione dei diritti umani nell’azione internazionale della Santa Sede».
Alla conferenza faranno seguito il concerto del Coro Dolomiti diretto da Tarcisio Battisti e i consueti rintocchi della “Maria Dolens”, la campana dei caduti di Rovereto.


Papa Francesco ha centrato l’attenzione sui diritti umani a partire dalle azioni sul terreno, prima e più ancora che attraverso interventi di carattere magisteriale. Si pensi all’improvviso viaggio a Lampedusa dell’8 luglio 2013, che catalizzò l’opinione pubblica su di un’emergenza, quella dei migranti, all’epoca ancora non compresa in tutta la sua gravità. Oppure, alla scelta di visitare paesi estremamente provati da conflitti interni e quasi dimenticati, come la Repubblica Centrafricana nel novembre 2015, con l’apertura della prima porta santa del giubileo della misericordia. O, ancora, alla volontà di inserire in ogni viaggio apostolico il contatto prolungato con situazioni di emarginazione: poveri, disoccupati, carcerati, senzatetto. Sarebbe riduttivo interpretare in senso unicamente umanitario questa attività: Papa Francesco ha ripetutamente spiegato che, per un cristiano, si tratta di toccare e di venerare la carne di Cristo.
Sono gesti che hanno un grande impatto sui credenti, poiché indicano una direzione pastorale, ma che trovano grande attenzione anche negli ambienti della politica nazionale e internazionale, poiché quasi sempre toccano delle piaghe scoperte. Questo approccio a partire dalla realtà, mi pare, viene conservato anche nei principali documenti del magistero pontificio, nei quali, più che una ripresentazione o un approfondimento della dottrina cattolica sui diritti umani, sono affrontati alcuni dei principali problemi che affliggono le società contemporanee, a partire da quello sguardo decentrato, dalle periferie e dai poveri, che il Papa ha più volte rivendicato come maggiormente capace di leggere la realtà.

di Paolo Rudelli

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14 dicembre 2019

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