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Fra tre anni
un governo civile
in Sudan

· A un mese dalla caduta di al Bashir accordo tra opposizione e militari per un periodo di transizione ·

A un mese dal colpo di stato che ha portato all’arresto dell’ex presidente del Sudan, Omar al Bashir, il Consiglio militare di transizione (Tmc) e l’opposizione hanno trovato un accordo per la spartizione del potere. L’annuncio è stato dato oggi dai capi militari dopo gli scontri di lunedì scorso, degenerati in seguito all’intervento dell’esercito e delle Forze di supporto rapido (Rsf) contro i manifestanti e costati la vita ad almeno sei persone, cinque civili e un militare.

In quella stessa giornata, erano ripresi i negoziati dopo uno stallo di quindici giorni. Parlando alla stampa a margine dell’incontro, il portavoce delle forze di opposizione, Taha Isaac, aveva definito la discussione «fruttuosa», anticipando la comune direzione verso un «accordo che soddisfa entrambe le parti e contribuisce alla realizzazione degli obiettivi della rivoluzione». Anche un altro portavoce dell’opposizione, il presidente del Partito del Congresso sudanese, Khalid Omer, aveva fatto menzione di un nuovo governo di transizione «interamente formato da civili, con poteri legislativi assoluti». La causa dello stallo nei precedenti negoziati era dovuta alle resistenze sulle percentuali di rappresentazione nel governo di transizione: il Tmc rivendicava una maggiore presenza militare, viceversa le forze d’opposizione. L’intesa raggiunta prevede un periodo di transizione di tre anni, al termine del quale la gestione del potere sarà delegata alle autorità civili. A detta dei negoziatori, questa parentesi triennale sarà la migliore garanzia per il prossimo governo del Sudan. Il governo di transizione sarà strutturato in tre organi condivisi dalle due parti: un consiglio di presidenza, un governo e un parlamento composto da trecento seggi, di cui due terzi saranno assegnati ai gruppi di opposizione che hanno appoggiato il colpo di stato, mentre un terzo alle forze militari. La definizione del Consiglio ha richiesto i maggiori sforzi di negoziazione poiché, nelle scorse settimane, i militari ne rivendicavano la maggioranza.

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