Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Sud Sudan allo stremo

· ​Ripresi i combattimenti tra governativi e forze d’opposizione ·

Soldati cinesi della missione dell’Onu nel Sud Sudan (Afp)

Dopo un breve periodo di tregua, sono ripresi i violenti combattimenti in Sud Sudan tra governativi e forze d’opposizione. Le autorità militari di Juba hanno affermato che almeno 56 ribelli sono stati uccisi negli ultimi due giorni in scontri vicino a Malakal, località nel nordest. te minori». Secondo un portavoce militare, «molti combattenti ribelli uccisi sono ragazzi tra i 13 e i 18 anni». Le autorità sudsudanesi accusano l’ex leader ribelle, Riek Machar, che per un breve periodo è stato anche vice del presidente, Salva Kiir, di avere dato l’ordine di attaccare una postazione militare. Dall’inizio della sanguinosa guerra civile tra Kiir e Machar, il Sud Sudan sta scivolando verso la catastrofe umanitaria. Secondo varie organizzazioni internazionali, almeno quattro milioni di persone rischiano di morire di fame e malattie per mancanza di cibo. L’Unhcr stima che quasi un abitante su quattro del Sud Sudan risulta sfollato all’interno dei confini del giovane stato o nei paesi limitrofi, per un totale di oltre due milioni e mezzo di persone (su un totale di 11,3 milioni di abitanti). La grande maggioranza sono bambini. Nei nove mesi trascorsi dal cessate il fuoco, il numero di sfollati interni è aumentato di 100.000 unità e l’Unhcr ha registrato quasi 140.000 nuovi rifugiati. Il totale dei rifugiati sudanesi nei paesi limitrofi è di 860.000 persone. E la risposta umanitaria alla crisi è carente, a causa di finanziamenti insufficienti.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE