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Successo a metà

· Nelle elezioni in Catalogna gli indipendentisti non ottengono la maggioranza assoluta ·

Vittoria a metà per gli indipendentisti nelle elezioni per rinnovare il Parlamento regionale in Catalogna. Dai risultati definitivi di un voto trasformato dal presidente del Governo catalano, Artur Mas, in una sorta di plebiscito sull’indipendenza da Madrid, emerge che la coalizione a favore della secessione — Junts pel Sí — ha conquistato 62 seggi sui 135 del Parlamento di Barcellona.

Sostenitori del movimento indipendentista catalano riuniti a Barcellona  dopo l’annuncio dei risultati del voto (Afp)

A questi vanno aggiunti i dieci ottenuti dal partito di sinistra Candidatura d’Unitat Popular (Cup), lontano dalle posizioni di Mas, ma vicino alla rivendicazione indipendentista. Pur con un tasso di affluenza record (77 per cento dei cinque milioni e mezzo di aventi diritto: il nove in più rispetto al 2012), le due forze indipendentiste non sono tuttavia riuscite a superare il cinquanta per cento delle preferenze, e dunque a ottenere quella maggioranza assoluta che sarebbe valsa la legittimità politica completa, quella investitura plebiscitaria auspicata da Mas per chiedere la separazione da Madrid. Junts pel Sí e Cup avevano già fatto sapere che in caso di vittoria avrebbero avviato una “disconnessione” da Madrid, con l’obiettivo di proclamare l’indipendenza entro il 2017, nonostante il Governo e la magistratura spagnola considerino questo passo del tutto incostituzionale e senza alcun valore. Se la Catalogna si autoproclamasse indipendente, la Spagna perderebbe il 16 per cento della propria popolazione (7,5 milioni di abitanti), un quarto delle esportazioni, un quinto dell’intera produzione economica iberica e centinaia di chilometri di coste strategiche sul Mediterraneo. La Catalogna sarebbe poi automaticamente fuori dall’eurozona e dall’Unione europea, alla quale dovrebbe fare domanda di associazione, come sarebbe toccato alla Scozia lo scorso 18 settembre, in caso di vittoria del referendum sull’indipendenza da Londra.

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13 dicembre 2019

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