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Tensioni
fra gli ortodossi

· Sulla questione ucraina ·

Si aggrava il contrasto fra il Patriarcato di Mosca e quello di Costantinopoli in merito alla questione ucraina. Ieri il santo sinodo presieduto dal patriarca ecumenico Bartolomeo al termine dei suoi lavori ha diffuso un comunicato nel quale si enunciano una serie di misure che vanno decisamente nella direzione della concessione dell’autocefalia alla Chiesa ortodossa dell’ucraina. E subito dopo è arrivata la reazione del patriarcato di Mosca, attraverso una dichiarazione rilasciata dal portavoce Vladimir Legoyda: «L’inedito atto anti-canonico del patriarcato di Costantinopoli costituisce un tentativo di distruggere le fondamenta stesse della struttura canonica della Chiesa ortodossa».

La questione ecclesiastica dell’Ucraina, divenuta sempre più centrale negli ultimi mesi, è stata discussa «a lungo», come recita il comunicato del patriarcato ecumenico, nel corso delle tre giornate di lavori (9-11 ottobre) del santo sinodo, al quale hanno preso parte anche l’arcivescovo Daniel di Pamphilon (Stati Uniti) e il vescovo Ilarion di Edmonton (Canada), i due esarchi a Kiev nominati da Costantinopoli il 7 settembre scorso «nell’ambito dei preparativi per la concessione dell’autocefalia alla Chiesa ortodossa in Ucraina».

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18 novembre 2019

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