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Studenti sotto assedio
in una chiesa di Managua

· Mentre il cardinale Brenes ribadisce che il dialogo è l’unica via per la pace in Nicaragua ·

Managua, 14. Centinaia di studenti si sono rifugiati nella chiesa della Divina Misericordia a Managua dopo l’attacco di gruppi paramilitari all’Universidad Nacional Autónoma de Nicaragua (Unan) dove erano in corso delle proteste contro il governo del presidente Daniel Ortega. 

La fuga dall’università è avvenuta ieri sera; intorno alle 23 (ora locale) i paramilitari hanno circondato la chiesa minacciando l’irruzione. Intorno a mezzanotte, il parroco della chiesa è riuscito, in seguito a un lungo negoziato, a far uscire dall’edificio i feriti gravi, tra i quali c’è anche un giornalista statunitense del «Washington Post», Joshua Partlow. Altri tre giornalisti, fuggiti insieme agli studenti, stanno trasmettendo via radio dall’interno della chiesa: si avvertono in lontananza colpi di arma da fuoco, grida, pianti, richieste di aiuto. «Vogliono ucciderci tutti» ha dichiarato uno studente alla France Presse.

Poche ore prima il cardinale Leopoldo José Brenes, arcivescovo di Managua, aveva invitato alla calma sottolineando che «il dialogo è l’unica forma per arrivare alla pacificazione del paese». Le dichiarazioni del porporato sono arrivate dopo l’aggressione subita lunedì scorso, assieme al nunzio e altri vescovi, da parte di attivisti filogovernativi mentre stava andando a esprimere la vicinanza della comunità ecclesiale nicaraguense a una parrocchia che negli scontri aveva subito quattro vittime. «La Conferenza episcopale ha deciso di continuare con il lavoro del dialogo», ha aggiunto il cardinale sottolineando che «umanamente è normale avere paura ma l’accompagnamento dei nostri sacerdoti per mezzo della preghiera è per noi una forza costante».

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