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Studenti in piazza

· A Caracas un morto e numerosi feriti nelle manifestazioni contro il governo ·

Non si ferma la violenza in Venezuela dove nuove proteste, soprattutto studentesche, hanno provocato altre vittime. In particolare si susseguono nel paese manifestazioni contro l’Assemblea costituente del popolo, l’ultima iniziativa del presidente Nicolás Maduro, considerata dall’opposizione un vero e proprio golpe. 

Un manifestante avvolto dalle fiamme (Afp)

Dopo la firma del decreto presidenziale che designa il nuovo organo incaricato di riformare la costituzione, si è registrata ieri un’altra giornata di dura repressione, con la polizia e la Guardia nazionale che hanno caricato i manifestanti durante una serie di proteste indette da organizzazioni studentesche. Il numero dei morti è salito ulteriormente. Dopo il decesso nei giorni scorsi di un diciassettenne a Caracas, città che ieri ha vissuto ore di guerriglia con mezzi blindati della polizia lanciati contro i manifestanti, un giovane rappresentante degli studenti ha perso la vita ad Anzoátegui, nell’est del paese. Si contano ormai a decine i feriti in diverse zone del Venezuela. La protesta è arrivata nei principali atenei del paese, con scontri nelle sedi dell’Università centrale e dell’Università cattolica Andrés Bello di Caracas, ma anche di altri centri, come l’Università bicentenaria di Aragua e l’Instituto tecnologico di Anzoátegui. In diversi casi la polizia ha fatto irruzione nei campus lanciando lacrimogeni e intervenendo con i manganelli. Le proteste studentesche sono scaturite da assemblee che si sono svolte in diversi campus contro quello che viene definito «il golpe continuo» del governo guidato dal presidente Maduro.

La tensione è salita ulteriormente dopo che nel suo discorso durante le celebrazioni per il primo maggio Maduro ha annunciato la convocazione della nuova costituente. L’Assemblea sarà composta da cinquecento membri, metà dei quali designati da «settori sociali» e metà scelti con «il voto segreto» su «base territoriale», cioè attraverso i «leader delle comunità a livello municipale».

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