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per il dialogo

· ​Riflessioni di due teologi sul pluralismo religioso ·

Due autori — Marco Dal Corso e Brunetto Salvarani — vogliono affrontare una sfida che ormai, è inutile negarlo, incombe su di noi, quella dei rapporti con le altre religioni: «Ci sembra necessario dedicare qualche parola a spiegare la genesi di questo volume» (Molte volte e in diversi modi. Manuale di dialogo interreligioso, Cittadella Editrice, Assisi, 2016, pagine 226, euro 16,90), asseriscono nella prefazione. 

 «Un progetto la cui ipotesi di lavoro nasce nel corso degli ultimi anni, che hanno registrato una solida collaborazione fra i suoi due autori, entrambi teologi, entrambi laici (e non solo nel senso di non chierici), entrambi residenti in provincia: fatta di iniziative sognate e organizzate insieme, di parole scritte dall’uno e ispirate dall’altro, ma soprattutto di tanti pensieri scambiati e fatti maturate lungo le strade, spesso impervie, del dialogo interreligioso». 

I due autori non sono ingenui e non vivono con testa e cuore nelle nuvole, sono ben consapevoli della rotta innovativa: «Difficile, a questo punto, trarre delle conclusioni, per il lungo percorso che abbiamo tracciato. Come abbiamo sottolineato più volte, un itinerario quanto mai in progress, che sconta la fatica di decostruire paesaggi e immaginari ritenuti a lungo inscalfibili, ma soprattutto quella di ricostruirne di nuovi su macerie sparse per ogni dove. Fuor di metafora, crediamo si sia colto come la scommessa di una rinnovata teologia del dialogo e del pluralismo religioso oggi, da una parte, sia necessaria e indilazionabile, eppure, dall’altra, compito assai arduo, rispetto al quale occorre avere la capacità di sperimentare linguaggi inediti e di porsi su prospettive scoscese...».
Per una conclusione che non si chiuda su se stessa, ma si offra in pienezza dialogica, viene ripreso il monito del cardinale Martini: «Non puoi rendere Dio cattolico. Dio è al di là dei limiti e delle definizioni che noi stabiliamo. Nella vita ne abbiamo bisogno, è ovvio, ma non dobbiamo confonderli con Dio, il cui cuore è sempre più vasto».

di Cristiana Dobner

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22 agosto 2019

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