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Strazio quotidiano della popolazione nigeriana

· Quaranta civili uccisi in una strage terroristica in una stazione di autobus ·

Il nord-est straziato della Nigeria è stato colpito ieri dall’ennesima strage terroristica. Sono almeno quaranta le persone uccise da un’esplosione in una stazione di autobus nella città di Yola, la capitale dello Stato dell’Adamawa. Non c'è stata rivendicazione, ma ci sono pochi dubbi sulla responsabilità di Boko Haram, il gruppo di matrice fondamentalista islamica che da cinque anni semina morte tra le popolazioni del Paese, con attacchi armati e attentati terroristici che hanno causato migliaia di vittime. La stessa Yola è stata già più volte in passato bersaglio di Boko Haram e l’Adamawa è uno dei tre Stati, con lo Yobe e il Borno, nei quali il presidente federale, Goodluck Jonathan, ha dichiarato un anno e mezzo fa lo stato d’emergenza e ha mobilitato l’esercito contro il gruppo fondamentalista.

L’operazione militare, peraltro, non ha dato finora risultati. Lungi dal migliorare, la situazione per le popolazioni civili locali si è fatta però persino peggiore. Boko Haram ha anzi intensificato la sua azione, caratterizzata da una ferocia sempre maggiore che ha reso ormai quotidiano lo strazio delle popolazioni civili. È di tre giorni fa la strage compiuta da due attentatrici suicide, entrambe giovanissime, che hanno ucciso sessanta persone in un mercato di Maiduguri, la capitale del Borno, lo Stato dove Boko Haram ha le sue principali roccaforti e le cui popolazioni hanno pagato in questo quinquennio il più pesante tributo di sangue. 

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11 dicembre 2019

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