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​Strasburgo
dà una mano a May

· Accordo sul backstop in vista del voto a Westminster ·

Manifestanti a favore della Brexit (Foto Epa)

L’Unione europea tende la mano al Regno Unito sul backstop, la clausola di garanzia sul confine irlandese. Si tratta di concessioni che potrebbero essere sufficienti a convincere il parlamento inglese ad approvare il piano per la Brexit che il premier Theresa May presenterà questo pomeriggio alla camera dei comuni, dopo la bocciatura del primo testo a gennaio. Ieri sera May è venuta a Strasburgo per avere un colloquio con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e il capo negoziatore Ue Michel Barnier. Ha incontrato anche Antonio Tajani, il presidente dell’Europarlamento riunito in questi giorni in plenaria. «A volte arriva una seconda possibilità», ha detto Juncker aggiungendo: «Lo dobbiamo alla storia». Ma ha anche precisato con fermezza che «non ce ne sarà una terza». Il colloquio a Strasburgo è stato deciso e annunciato solo poche ore prima e, secondo il premier britannico, ha «scongiurato il rischio di una perdita di sovranità parziale sull’Irlanda del Nord, parte della Gran Bretagna e quindi non Ue, a vantaggio della tutela dei diritti della Repubblica d’Irlanda, paese membro dell’Unione». 

Si tratta di piccole modifiche ai documenti che accompagnano l’accordo principale. Il punto nodale è sempre il backstop, cioè la soluzione temporanea per mantenere aperto il confine tra Irlanda e Irlanda del Nord, che entrerà in vigore dal 2021 se i 27 paesi membri Ue e Londra non avranno trovato, entro quella data, un accordo definitivo sulle loro relazioni future. In sostanza, quello che l’intesa in extremis di ieri sera dovrebbe fare, nelle intenzioni di May e di Juncker, è fornire chiarimenti e rassicurazioni su come verrà implementato il backstop e sul fatto che rimarrà comunque una soluzione temporanea.

dal nostro inviato a Strasburgo
Fausta Speranza

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14 ottobre 2019

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