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Strappo tedesco
sull’immigrazione

· Avanti da soli se non saranno applicate le misure Ue ·

«Il controllo delle frontiere esterne non funziona, in particolare tra Grecia e Turchia. Le registrazioni non vengono fatte. I ricollocamenti non vanno avanti». 

Gruppo di migranti nel sud della Serbia (Afp)

È questo l’amaro bilancio del segretario di Stato agli Affari interni del Governo tedesco, Ole Schröder, che richiama la necessità di applicare le misure Ue in materia di immigrazione. «Fino a quando le regole sull’asilo non saranno rispettate e non verranno messe in pratica le soluzioni europee per far fronte alla pressione migratoria, gli Stati membri daranno risposte singole» ha aggiunto Schröder. Dichiarazioni che arrivano a conclusione della riunione d’urgenza che si è tenuta ieri mattina a Bruxelles fra il commissario Ue, Dimitris Avramopoulos, Schröder e i ministri svedese e danese all’Immigrazione: Morgan Johansson e Inger Støjberg. Il tema immigrazione è fra le priorità in Europa. In sei Paesi le regole di Schengen sono de facto sospese: Norvegia, Svezia, Danimarca, Francia, Germania e Austria. I controlli servono a frenare i flussi di migranti o per rafforzare la sicurezza anti-terrorismo.

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22 luglio 2019

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