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Strage a Yarmuk

· Oltre trenta civili vittime di un raid sul campo palestinese nei pressi di Damasco ·

Cinquemila in fuga a causa dell’offensiva delle forze governative

Raid aerei e colpi di artiglieria su un quartiere alla periferia sud di Damasco, ancora sotto il controllo del sedicente stato islamico (Is), hanno ucciso 36 civili, tra cui otto minori e sei donne. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (voce dell’opposizione in esilio a Londra), secondo cui le vittime sono cadute nel campo profughi palestinese di Yarmuk, da dieci giorni teatro di una pesante offensiva delle forze di Damasco. Tuttavia, le notizie non sono verificabili in maniera indipendente.

Da parte loro, i media governativi hanno attribuito la responsabilità ai razzi lanciati dai jihadisti.

L’agenzia Sana afferma che le forze governative continuano ad avanzare all’interno del quartiere di Hajar Al Aswad, anch’esso occupato per anni dall’Is, e che si trova proprio accanto al campo di Yarmuk. Secondo l’Osservatorio per i diritti umani, nei combattimenti e nei bombardamenti in corso da nove giorni sono rimasti uccisi almeno 74 soldati dell’esercito di Damasco e 59 miliziani dell’Is.

Intanto, fonti di Washington riferiscono che sarebbe stato raggiunto un accordo per il ritiro dei curdi siriani da Manbij, località strategica a ovest del fiume Eufrate, «in modo da evitare un potenziale confronto tra gli eserciti» siriano e turco.

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19 marzo 2019

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