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Strage in una moschea nel nord del Sinai

· Quasi duecento le vittime e oltre un centinaio i feriti ·

Almeno 184 persone sono morte e 125 sono rimaste ferite nel sanguinoso attentato perpetrato oggi contro una moschea nel nord del Sinai. A riportare l’ultimo bilancio, ancora provvisorio, è la tv di stato egiziana di sole notizie Nile News.

Secondo l’agenzia, l’attentato è avvenuto alla moschea Al Rawdah, a Bir Al Abed, in una zona desertica a ovest della città di Arish.

La moschea dopo l’attacco terroristico (Ansa)

In base a quanto riportato anche dall’agenzia di stampa Reuters, che cita due testimoni oculari e una fonte delle forze di sicurezza, alcuni uomini armati non identificati, sospettati dalle autorità di fare parte di gruppi islamisti attivi nella zona, hanno lanciato una bomba davanti all’ingresso della moschea, per poi aprire il fuoco all’impazzata contro i fedeli riuniti per la preghiera del venerdì.

Un consigliere comunale di Bir Al Abed ha dichiarato che, al momento dell’attacco, all’interno della moschea c’erano oltre 300 persone. Secondo il racconto di un superstite, prima di dileguarsi i terroristi hanno anche appiccato il fuoco a decine di auto in sosta. Il luogo di culto islamico si trova lunga la cosiddetta “autostrada internazionale”, molto frequentata anche da automobilisti di passaggio.

Il ministero della salute egiziano, citato dall’emittente televisiva Al Arabiya, ha dichiarato che le vittime dell’attacco potrebbero essere di più. Molti dei feriti sono infatti stati ricoverati in ospedale in gravi condizioni. Al momento nessun gruppo ha rivendicato l’attentato.

La moschea, riferiscono fonti locali, è frequentata dalla tribù sawarka, la maggiore del nord del Sinai e, in generale, conosciuta per la propria collaborazione con l’esercito e le forze dell’ordine nella lotta contro i miliziani del sedicente stato islamico (Is). Il presidente egiziano, Abdel Fattah Al Sisi, ha immediatamente convocato una riunione di emergenza del governo per fare il punto della situazione.

Poche ore prima, sempre nel Sinai, l’esercito egiziano aveva riferito di avere ucciso due jihadisti dell’Is e distrutto diversi covi di terroristi, che contenevano «grandi quantità di materiale esplosivo». Lo aveva reso noto un comunicato ufficiale delle forze armate del Cairo.

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