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Quasi cinquecento morti in mare

· Dall’inizio dell’anno nelle acque del Mediterraneo ·

Una strage senza precedenti. Il 2017 è iniziato all’insegna dell’emergenza assoluta sulla rotta Libia-Italia per i disperati che stanno cercando di raggiungere l’Europa.

Uno dei tanti barconi soccorsi  nel Mediterraneo (Ap)

Su un totale di 485 morti nella traversata del Mediterraneo dall’inizio dell’anno, il novanta per cento di questi (444), era partito dalle coste libiche alla volta delle coste italiane. Questo il dato più recente sulla conta delle vittime dei trafficanti di esseri umani. Il bilancio è stato diffuso dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim).

Dal primo gennaio al 26 febbraio oltre ai 444 morti nella rotta del Mediterraneo centrale, 2 persone sono morte nella rotta orientale (quella dell’Egeo, dove nell’estate del 2015 e del 2016 si registrò una carneficina) e 39 in quella del Mediterraneo occidentale (Spagna) Nello stesso periodo almeno 16.775 tra profughi e migranti sono riusciti nell’impresa di raggiungere l’Europa, poco più di un decimo rispetto ai 124.986 dei primi 57 giorni del 2016. Ma anche in questo dato positivo si registra l’eccezione Italia: su 16.775 migranti che ce l’hanno fatta a raggiungere l’Ue, 13.457 persone sono sbarcati in Italia, quasi il doppio rispetto agli 8981 dello stesso periodo.

Intanto, l’Unicef ha lanciato ieri un’allerta sui centri di detenzione libici, dove i bambini si trovano a condividere celle anguste e sovraffollate con gli adulti, e violenze e abusi gravissimi sono continui. La tragedia dei minori sulla rotta del Mediterraneo centrale, dall’Africa sub-sahariana fino alle coste italiane, è descritta in una nuova relazione che l’agenzia delle Nazioni Unite ha messo a punto ascoltando le testimonianze dei più piccoli e le voci di chi lavora sul campo.

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22 maggio 2019

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