Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Il più alto bilancio mai registrato

· Quasi quattromila migranti morti nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno ·

Strage senza fine. Sono almeno 3800 i migranti morti o dispersi nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno. È quanto fa sapere l’Onu, che parla del più alto bilancio «mai registrato».

Oltre novecento migranti sono stati tratti in salvo nella giornata di ieri, in diverse operazioni di soccorso in cui, però, sono anche stati recuperati otto corpi senza vita. Malgrado il maltempo, non si fermano le traversate dei barconi. E se si guarda agli ultimi tre giorni, le persone annegate sono 160, di cui 25 donne e 31 minori. In particolare — riferiscono fonti di stampa — si tratta di novanta africani caduti in acqua al largo delle coste libiche, 51 migranti sempre africani dispersi in mare durante la drammatica traversata di sette gommoni più vicino alle coste italiane, oltre ai dodici cadaveri restituiti dalle onde nel Canale di Sicilia mentre i compagni superstiti arrivavano al porto commerciale di Augusta. Oggi, nell’ambito dell’operazione Sophia, le forze europee hanno iniziato l’addestramento della guardia costiera libica, su richiesta delle stesse autorità libiche. L’obiettivo è migliorare la loro capacità di smantellare la rete dei trafficanti di esseri umani, fare operazioni di ricerca e salvataggio e migliorare la sicurezza nelle loro acque territoriali. Ad annunciarlo è stato l’Alto rappresentante europeo degli Affari esteri e della sicurezza comune, Federica Mogherini, che ha definito «importante» la collaborazione con la Nato. L’operazione Ue potrà contare, infatti, sulla nuova operazione di sicurezza marittima dell’Alleanza atlantica nel Mediterraneo centrale denominata «Sea Guardian», con scambio di informazioni e supporto logistico. Intanto, in Francia dopo lo sgombero di Calais si segnalano assembramenti e accampamenti a nord di Parigi.

Ieri, nel giorno in cui le ruspe hanno cominciato a spianare ciò che restava della «giungla», le Ong hanno lanciato l’allarme sul boom di presenze nelle tendopoli della capitale francese. Negli accampamenti di fortuna di Avenue de Flandre, Jaurès e Stalingrad, dunque non molto lontano da Montmartre e dalla Gare du Nord, si è passati da 2000 a 3000 migranti in due giorni. Almeno altri mille risultano sfuggiti ai trasferimenti e dispersi tra la regione di Calais e Parigi.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 luglio 2019

NOTIZIE CORRELATE