Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Strage nell’ospedale di Quetta

· Oltre novanta morti nell’attentato ·

Continua a salire di ora in ora il bilancio delle vittime della potente esplosione avvenuta questa mattina nell’ospedale civile di Quetta, città della provincia pakistana del Baluchistan. Secondo il ministro della Sanità locale, Rehmat Baloch, i morti sono almeno 93. I feriti, tra i quali molti avvocati, sono più di cento. Tra le vittime ci sono anche alcuni giornalisti locali. 

Disperazione  dopo l’attentato a Quetta (Ap)

Stando alle prime ricostruzioni, sarebbe stato un attentatore suicida a compiere la strage. Non ci sono rivendicazioni al momento, né si conosce il movente. Tuttavia, poco prima dell'esplosione, nell’ospedale civile di Quetta era stato ricoverato il presidente dell’Associazione avvocati del Baluchistan, Bilal Anwar Kasi, vittima di un agguato. Tra i due fatti — dicono gli inquirenti — potrebbe esserci una connessione.

Kasi era stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco sparati, intorno alle 9 ora locale, da un commando armato non identificato. L'uomo è morto per le ferite riportate. E quasi un’ora più tardi c’e stata la violenta esplosione nell’ospedale di Quetta dove era stato portato il corpo di Kasi e si era raccolto un gran numero di colleghi dell’avvocato ucciso, ma anche giornalisti. Secondo testimoni, molte vittime sono proprio avvocati. Nell’attentato in cui è morto Kasi, è rimasto ferito anche l’ex presidente degli avvocati del Baluchistan, Baz Muhammad Kakar. Il premier pakistano, Nawaz Sharif, ha condannato le vittime e ha detto che «non permetterà a nessuno di perturbare la pace». Negli ultimi mesi vari avvocati sono stati attaccati nel Baluchistan, una regione sud-occidentale dove operano gruppi armati di stampo separatista che compiono attentati contro le forze dell’ordine e altre istituzioni dello Stato, oltre a fazioni talebane e gruppi jihadisti.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 novembre 2019

NOTIZIE CORRELATE