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Strage nelle moschee

· Quarantanove morti e decine di feriti in due attacchi terroristici a Christchurch ·

La solidarietà del Papa alla comunità musulmana neozelandese

La follia terroristica è tornata a colpire e ancora una volta ha scelto come bersaglio dei luoghi di culto. A essere teatro, venerdì 15 marzo, di un crudele attentato non è stata però una capitale europea o una città mediorientale o asiatica, ma la tranquilla Christchurch, in Nuova Zelanda. Qui un terrorista australiano, probabilmente con il sostegno di altre tre persone, tra le quali una donna, ha aperto il fuoco contro i fedeli musulmani radunatisi in due moschee per la preghiera del venerdì. Il bilancio è tragico: 49 morti e quasi cinquanta feriti, alcuni dei quali in gravissime condizioni.

La bandiera della Nuova Zelanda a mezz’asta sulla sede del parlamento a Wellington (Afp)

Appresa la notizia della strage, il Papa, con un telegramma a firma del segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, si è detto «profondamente rattristato per la ferita e la perdita di vite provocate dagli insensati atti di violenza nelle due moschee di Christchurch». Francesco assicura «a tutti i neozelandesi, e in particolare alla comunità musulmana, la sua sincera solidarietà». Nel suo messaggio, il Papa esprime inoltre sostegno alle forze di sicurezza e ai soccorritori, assicurando la sua preghiera «per la guarigione dei feriti, la consolazione di quanti piangono la perdita dei loro cari, e per tutti coloro che sono stati colpiti da questa tragedia».

La premier Jacinda Arderm, parlando in diretta televisiva, ha confermato la matrice terroristica, ha parlato della giornata più buia nella storia del paese, e ha sottolineato come a essere presi di mira siano stati immigrati e richiedenti asilo. «Noi — ha detto la premier — non saremo mai come i terroristi» Il primo ministro australiano, Scott Morrison, ha definito il principale autore della strage, identificato in Brenton Tarrant, come un pericoloso estremista di destra. E ben pochi dubbi sulla matrice ideologica della strage lascia il farneticante “manifesto” diffuso in rete in cui lo stesso Tarrant parla di «vendetta contro gli invasori e per le migliaia di vite umane perse in attacchi terroristici in tutte le terre europee».

Ancora più inquietante è tuttavia il fatto che il terrorista abbia ripreso e diffuso in diretta streaming la sua folle azione. Il video di ben 17 minuti è circolato in rete per alcune ore prima di essere rimosso. Nelle immagini ancora disponibili si vede il terrorista giungere in auto, intorno alle 15.30 ora locale, alla moschea di Al Noor, nel centro della città. Qui sono state uccise 41 persone. Il commando si è poi diretto in una moschea nel sobborgo di Linwood dove sono stati assassinati altri sette fedeli musulmani. La quarantanovesima vittima è deceduta in ospedale. Sui caricatori utilizzati da Tarrant, poi arrestato dalla polizia con i suoi presunti complici, erano scritti i nomi di alcuni “suprematisti bianchi” resisi responsabili di violenze ai danni di immigrati e rifugiati.

La polizia locale ha reso noto di avere rinvenuto cariche esplosive su alcune automobili, cosa che ha creato non poca apprensione vista la concomitanza con la manifestazione giovanile per la difesa dell’ambiente. Le forze di sicurezza hanno anche dato notizia di un’operazione nella città meridionale di Dunedin, in quella che viene definita «una località di interesse in relazione agli attacchi di Christchurch».

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20 settembre 2019

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