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Strage nelle miniera

· Oltre duecentotrenta morti e centinaia di lavoratori intrappolati nell’impianto di Soma ·

Ankara, 14. Sono già più di duecentotrenta i cadaveri estratti nella notte dai soccorritori nella miniera di carbone turca di Soma, in parte distrutta nel tardo pomeriggio di ieri da una tremenda esplosione. Ma le proporzioni della tragedia potrebbero ulteriormente aggravarsi, in quanto molti minatori — forse centinaia — sono ancora intrappolati nelle viscere della terra.

Dolore e commozione all’esterno dell’impianto (Reuters)

Quello di Soma, nella provincia occidentale di Manisa, potrebbe rivelarsi il più grave incidente industriale nella storia della Turchia moderna. Il ministro dell’Energia, Taner Yildiz, ha indicato stamane che le vittime sono 232, ma non si sa esattamente quanti minatori siano ancora bloccati sotto terra, a oltre 900 metri di profondità e a quattro chilometri dall’uscita.

Le informazioni sono confuse e contraddittorie. Secondo Yildiz, al momento dell’esplosione nella miniera si trovavano 787 operai, altre fonti hanno fornito cifre differenti. L’unico dato certo è che 360 minatori sono stati tratti in salvo, ma le speranze di recuperare gli altri diminuiscono ora dopo ora, perché nelle gallerie bloccate, invase dalle fiamme e dal fumo, c’è sempre meno ossigeno. «Con il passare del tempo ci avviciniamo a un esito molto sfavorevole» ha ammesso il ministro Yildiz.

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