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Strage nel nord dello Yemen

· Uccisi almeno otto bambini e tre donne ·

Un bambino trasporta acqua  in un villaggio dello Yemen (Epa)

Almeno otto bambini e tre donne sono rimasti uccisi in un raid aereo condotto ieri nel nord dello Yemen dalla coalizione dei paesi del Golfo a guida saudita. Lo ha detto all’agenzia di stampa Xinhua una fonte della sicurezza della provincia settentrionale di Jawf, secondo cui le vittime, appartenenti alla stessa famiglia, sono stati trovati morti sotto le macerie della loro abitazione colpita nel raid. La coalizione di forze guidate dall’Arabia Saudita ha intensificato la campagna aerea nello Yemen, dopo che il 4 novembre scorso un missile balistico — lanciato secondo fonti di Riad dai ribelli sciiti huthi — è finito nei pressi dell’aeroporto della capitale, senza provocare vittime, feriti o danni. A seguito del lancio del razzo, le autorità saudite hanno temporaneamente bloccato tutti i confini di terra, di mare e gli spazi aerei, per impedire ai ribelli huthi di rifornirsi di armi. Il blocco ha però ulteriormente aggravato la situazione umanitaria. E senza gli aiuti umanitari, che sono potuti atterrati per l’ultima volta il 6 novembre scorso, sette milioni di persone rischiano di morire di fame e stenti.

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