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Strage mediterranea

· Oltre 162 i migranti morti nel naufragio a largo dell’Egitto ·

Continua a salire il bilancio delle vittime del naufragio di mercoledì scorso nelle acque al largo di Kafr El Sheikh, in Egitto. E si profila un’autentica ecatombe: in base alle ultime stime, sono 162 i cadaveri dei migranti recuperati, come spiega il sito del quotidiano «Al Ahram». A bordo dell’imbarcazione si calcola che ci fossero almeno 400 tra migranti e rifugiati, un numero molto più grande della capacità di portata della barca, al bordo della quale avrebbero potuto viaggiare non più di 150 persone. Centosessantanove finora le persone tratte in salvo.

Migrante soccorso durante un’operazione di salvataggio al largo della Libia (Reuters)

Il barcone — in base alle ricostruzioni fornite dai media — era naufragato mercoledì, pochi minuti dopo essere salpato dalla città di Kafr el Sheikh, nel Delta del Nilo, ed era diretto in Italia. Le autorità avevano denunciato fin da subito l’eccessivo numero di persone che si trovavano a bordo: di almeno 600 migranti si era parlato in un primo momento. Numero, come detto, poi aggiornato a 400.

Quattro persone sono state arrestate per il naufragio dell’imbarcazione. Sono accusate di traffico di esseri umani. Le autorità hanno spiegato che a bordo si trovavano migranti di varie nazionalità, soprattutto egiziani, sudanesi, eritrei e somali. Il premier egiziano Sherif Ismail ha ordinato di destinare tutte le risorse e le strutture necessarie ai salvataggi e al recupero dei corpi. Secondo le autorità, l’imbarcazione si sarebbe capovolta a causa dell’alto numero di passeggeri. I proprietari della barca, insieme ai trafficanti di esseri umani, avrebbero consentito ai migranti di imbarcarsi al pagamento di 3.500 dollari.

Stando all’ultimo bollettino dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim), un totale di 300.450 migranti e rifugiati sono giunti in Europa via mare dall’inizio dell’anno, arrivando soprattutto in Grecia (circa 166.050) e in Italia (circa 130.567). Il numero di persone morte nel Mediterraneo mentre cercavano di raggiungere l’Europa è salito ad oltre 3.500. Tra gennaio e giugno sono più di 2.800 le persone morte in mare, contro le 1.838 dello stesso periodo dello scorso anno. «Di questo passo, il 2016 sarà l’anno più letale mai registrato nel mar Mediterraneo» ha osservato l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr).

La necessità di una soluzione globale e complessiva all’emergenza immigrazione in Europa è stata auspicata anche dal premier serbo Aleksandar Vucic, che ha lamentato l’assenza di concretezza e volontà decisionale da parte dei principali protagonisti della scena internazionale. «Abbiamo sentito molti bei discorsi dai rappresentanti delle grandi potenze ma, purtroppo, non abbiamo sentito quali sono le decisioni giuste su alcuni temi e questioni molto importanti, come quella dei migranti» ha detto Vucic intervenendo all’assemblea generale dell’Onu.

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