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Strage jihadista nella moschea

· Oltre duecento morti nell’attacco compiuto dai miliziani di Boko Haram nella metropoli nigeriana di Kano ·

La terrificante strage compiuta ieri da Boko Haram nella moschea principale di Kano, la principale metropoli settentrionale della Nigeria, conferma come proprio i musulmani siano tra gli obiettivi principali dell’azione del gruppo di matrice fondamentalista islamica. 

Boko Haram attacca chiunque si opponga alla sua visione dell’islam e, comunque, alla sua ferocia che da cinque anni a questa parte ha ucciso migliaia di persone in attacchi armati e attentati terroristici. Si tratta, purtroppo, di un fenomeno presente in molti Paesi, non solo islamici, dove le formazioni estremiste considerano un nemico chiunque aspiri alla pace e alla convivenza tra culture e sensibilità diverse. La Nigeria è un esempio evidente di come difficoltà economiche, disuguaglianze sociali, annose ingiustizie e mancato sviluppo umano finiscano per dare nutrimento a questa feroce violenza. Secondo le ultime notizie, ci sono stati oltre duecento morti — uomini, donne e moltissimi bambini — nella moschea, squassata durante la preghiera islamica del venerdì da tre esplosioni seguite da un assalto a raffiche di mitra.

La moschea colpita è quella dove svolge la sua predicazione l’emiro di Kano, Muhammad Sanusi, la massima autorità religiosa dei musulmani della Nigeria. E ci sono pochi dubbi sul fatto che la strage perpetrata da Boko Haram sia una risposta proprio alla condanna del gruppo che Sanusi aveva ribadito la settimana scorsa. Il leader religioso, in un incontro di preghiera per le vittime delle violenze che devastano in particolare il nord-est del Paese, aveva al tempo stesso denunciato l’inefficacia delle forze governative contro Boko Haram e invitato i fedeli a difendersi dai miliziani jihadisti.  

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23 ottobre 2019

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