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Strage in Siria

· Quarantacinque persone tra le quali donne e bambini uccise dai miliziani in un villaggio cristiano di Sadad ·

L’Opac annuncia la distruzione dei materiali per la produzione di armi chimiche

«È il più grande massacro di cristiani avvenuto in Siria da due anni e mezzo». Così si è espresso l’arcivescovo Selwanos Boutros Alnemeh, metropolita siro ortodosso di Homs e di Hama, dando notizia all’agenzia Fides della strage compiuta a  Sadad dalle milizie dei ribelli islamici, che una settimana fa avevano assunto il controllo della città, poi riconquistata dall’esercito di Assad.
I ribelli — ha detto l’arcivescovo — hanno ucciso 45 cristiani, «e fra loro diverse donne e bambini, molti gettati  in fosse comuni». Trenta corpi sono stati ritrovati in due distinte sepolture. «Per una settimana — ha aggiunto il metropolita — 1.500 famiglie sono state tenute come ostaggi e scudi umani. Fra loro bambini, vecchi, giovani, uomini e donne; alcuni  sono fuggiti a piedi percorrendo otto chilometri da Sadad ad Al-Hafer per trovare rifugio». I funerali delle  vittime sono già stati celebrati dall’arcivescovo Selwanos Boutros Alnemeh che ha fornito alla Fides l’elenco delle persone uccise.

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15 novembre 2019

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