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Strage in due moschee afghane

· Rivendicato dall’Is uno degli attacchi che hanno causato oltre settanta morti ·

Non conosce tregua la violenza in Afghanistan, che vive in queste ore un’escalation sanguinaria: ieri oltre settanta persone sono morte e almeno 55 ferite in due attacchi contro altrettante moschee. Questa mattina, invece, un terzo attacco ha colpito le aree di Wazir Akbar Khan e Shash Darak. Tre razzi sono stati esplosi. Uno di essi ha centrato un muro esterno dell’ambasciata dell’Arabia Saudita, mentre un altro è caduto non lontano dal quartier generale della Nato. L’operazione è stata rivendicata dai talebani che hanno parlato di «molte vittime». Il primo attacco, ieri, è avvenuto in una moschea sciita di Kabul ed è stato rivendicato dal cosiddetto stato islamico (Is), mentre il secondo in una moschea sunnita di Ghor, provincia centrale dell’Afghanistan. Immediata la condanna del presidente Ashraf Ghani. «Ancora una volta i terroristi hanno organizzato attacchi sanguinosi, ma non riusciranno a raggiungere i loro scopi malvagi e a seminare discordia tra gli afgani» ha detto Ghani. Condanna è arrivata anche dalle Nazioni Unite e da numerosi altri paesi che hanno espresso solidarietà a Kabul.A Kabul è stata colpita la moschea di Imam Zaman, nel quartiere occidentale di Dahst-e-Barchi abitato prevalentemente da membri della minoranza etnica hazara (sciiti). Qui un uomo ha prima aperto il fuoco sui fedeli e poi si è fatto esplodere causando almeno 42 morti, tra cui donne e bambini, e 41 feriti. La moschea è la stessa in cui il 25 agosto scorso un commando di quattro attentatori, sempre affiliati all’Is, aveva fatto irruzione provocando la morte di venti persone. E anche in questo caso, come detto, i jihadisti di Al Baghdadi hanno rivendicato la paternità dell’operazione. Nell’ultimo periodo, infatti, sono aumentati gli attacchi sferrati dai membri dell’Is in Afghanistan contro la comunità sciita. Nella sola Kabul ne sono stati contati due in due mesi: oltre a quello di agosto, il 29 settembre sette persone sono rimaste uccise e 33 ferite in un attentato contro una moschea nella zona di Qala-e-Fathullah. A Ghor un altro kamikaze si è fatto esplodere causando almeno 33 vittime, tra cui un comandante locale. L’attentato — ha reso noto il capo della polizia provinciale, il generale Ghulam Mustafa Mohsini — è avvenuto nel distretto di Du-Layna, nella moschea di Khawajagan. Anche qui la deflagrazione è avvenuta mentre i fedeli erano riuniti per la preghiera del venerdì. Secondo Muwen Ahmad, componente del consiglio provinciale di Ghor, l’obiettivo dell’attacco era Fazl-ul-Ahad Khan, il comandante di una milizia che combatte contro i talebani, che si trovava all’interno della moschea. Tra i morti ci sarebbe anche lui.

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18 giugno 2019

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