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Strage
di soldati afghani

· Oltre 140 morti nell’assalto talebano a una caserma nel nord ·

Kabul, 22. Ancora sangue e orrore nel martoriato Afghanistan. Sta infatti assumendo di ora in ora i contorni di una vera e propria carneficina l’attacco perpetrato ieri sera da un commando di talebani a una caserma dell’esercito nella provincia settentrionale di Balkh, che si trova a pochi chilometri dalla città di Mazar-e-Sharif. Finora, hanno confermato stamane fonti del ministero della difesa di Kabul, il bilancio parla di almeno 140 vittime e decine di feriti, alcuni gravi.

Tuttavia, secondo un portavoce del dicastero, Dawlat Waziri, le conseguenze dell’attentato potrebbero essere molto più gravi. «La maggior parte dei nostri soldati era impegnata nella preghiera del venerdì al momento dell’attacco», riferisce il ministero. L’attacco è stato condotto da un commando di talebani che avevano indossato divise dell’esercito afghano. Secondo il racconto di alcuni scampati alla carneficina, i terroristi — a bordo di tre veicoli militari — si sono presentati all’ingresso della caserma del 209° Corpo d’armata dell’esercito, esibendo documenti apparentemente ufficiali. I talebani, che hanno rivendicato l'attacco, hanno quindi sparato un razzo, sfondando il cancello della caserma e, una volta all’interno, hanno prima attaccato la moschea, dove molti militari erano riuniti per la preghiera, e poi si sono spostati verso la mensa, sparando all’impazzata prima di essere a loro volta uccisi. Poche ore prima del sanguinoso assalto, l’ex presidente afghano. Hamid Karzai, che giorni fa ha duramente stigmatizzato il lancio da parte degli stati Uniti di una superbomba contro il sedicente stato islamico (Is) nella provincia di Nangarhar, ha dichiarato che i talebani «sono una realtà rilevante» in Afghanistan, dove controllano il 50 per cento del territorio».  

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