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Strage di soldati
ad Aden

· Rivendicata dall’Is ·

Si aggrava di ora in ora il bilancio dell’attentato suicida avvenuto ieri nei pressi della città di Aden, nello Yemen meridionale, che ha avuto come obiettivo militari in attesa della paga. L’ultima stima, ancora provvisoria, parla di 52 morti e 63 feriti, come hanno riferito fonti mediche dell’ospedale di Aden. 

Miliziani del cosiddetto stato islamico (Is) hanno rivendicato la strage. Fonti dell’intelligence hanno riferito che l’attentatore suicida, che indossava una cintura esplosiva, si è fatto saltare in aria tra un gruppo di soldati governativi che attendevano di ricevere lo stipendio, vicino alla caserma Nasser Anbouri, nel quartiere Khor Maksar di Aden. Quello di ieri è solo l’ultimo dei numerosi attentati nel paese, insanguinato da un lungo conflitto tra il governo e i ribelli huthi. Poco più di una settimana fa in un altro attentato suicida, rivendicato dall’Is, sono stati uccisi 48 militari, anche loro mentre erano radunati e in fila in attesa dello stipendio. Negli ultimi mesi si sono intensificati gli attacchi che hanno come obiettivo le forze di sicurezza yemenite, fedeli al presidente Abd Rabbo Mansour Hadi. Da mesi, le autorità yemenite stanno conducendo una vasta offensiva contro i jihadisti che operano nel sud e nell’est del Paese devastato dalla guerra. L’Is e Al Qaeda nella penisola arabica hanno approfittato del conflitto tra il governo e i ribelli huthi, che controllano la capitale Sanaa, per rafforzare la loro presenza soprattutto nel sud. E intanto, il segretario di stato statunitense, John Kerry, ha incontrato ieri a Riad il re saudita Salman per discutere, tra l’altro, della guerra nello Yemen dove il numero delle vittime civili è vertiginosamente salito.

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20 settembre 2019

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