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Strage di civili in Siria

· ​Trenta morti in due raid aerei ·

Almeno trenta civili siriani sono stati uccisi ieri in due distinti raid aerei compiuti su alcune aree sotto il controllo del cosiddetto stato islamico (Is) nei pressi di Raqqa. Lo hanno denunciato gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani (voce dell’opposizione con sede a Londra) e confermato diverse fonti di stampa.
Nel dettaglio — dicono le fonti — quindici persone, tra cui tre bambini e quattro donne, sono morti nel villaggio di Zur Shammar, vicino Raqqa, la principale roccaforte dell’Is in Siria teatro di un’offensiva di terra condotta da una coalizione curdo-araba sostenuta dagli Stati Uniti. Più a sud, in una zona della provincia di Deir Ezzor, sempre controllata dai jihadisti, sono stati uccisi altri quindici civili, soprattutto bambini. Le responsabilità dei raid non sono chiare: molti accusano le forze della coalizione internazionale a guida statunitense, altri puntano il dito contro l’esercito siriano e Mosca.
Intanto, ieri il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di porre fine al programma segreto della Cia per armare e addestrare ribelli siriani, una mossa che è stata a lungo caldeggiata dalla Russia. A rivelarlo è il «Washington Post» citando fonti ufficiali americane. Il programma era stato uno dei punti di forza della linea adottata dall’amministrazione Obama per fare pressione sul presidente Assad, ma la sua efficacia è stata messa in dubbio dopo il dispiegamento delle forze russe in Siria. Secondo le fonti ufficiali citate dal «Washington Post», la decisione di Trump di eliminare il programma segreto riflette non solo l’intento del presidente di trovare modi più efficaci per collaborare con la Russia sulla Siria, ma anche il fatto che per Washington in questa fase la rimozione di Assad non è una priorità assoluta.

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