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Strage di civili inermi nell’est dell’Ucraina

· Degenera il conflitto mentre i leader occidentali si recano a Kiev per colloqui con il presidente Poroshenko ·

Situazione sempre più grave nell’est ucraino, dove continua senza sosta la strage di civili inermi. Nella città di Donetsk, roccaforte dei ribelli separatisti filorussi, un bombardamento di artiglieria — di incerta attribuzione — ha colpito un policlinico, uccidendo almeno cinque persone e ferendone altre quattro.

Un’anziana costretta ad abbandonare la sua casa a Debaltseve (Reuters)

Ma il ministero delle Emergenze dell’autoproclamata repubblica locale ipotizza che i morti possano essere almeno quindici. Colpiti anche scuole, un giardino di infanzia e un palazzo di quattordici piani, completamente sventrato da un obice. Nelle ultime settimane le violenze si sono intensificate e questo preoccupa profondamente la comunità internazionale. L’Alto rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza dell’Unione europea, Federica Mogherini, ha chiesto alle fazioni in lotta una tregua immediata di minimo tre giorni nella zona di Debaltseve, nuovo fronte caldo del conflitto, dove i separatisti stanno tentando di accerchiare le truppe governative. L’obiettivo del cessate il fuoco sarebbe quello di sgomberare migliaia di civili ed evitare che la scia di sangue continui ad allungarsi. Il segretario di Stato americano, John Kerry, è frattanto arrivato stamane a Kiev per colloqui con Poroshenko. Nella tarda serata di oggi è previsto anche l’arrivo a Kiev del presidente francese, François Hollande, e del cancelliere tedesco, Angela Merkel.

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26 febbraio 2020

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