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Strage di bambini
in una scuola del Pakistan

· Oltre centotrenta morti in un ripugnante attacco compiuto dai talebani ·

Islamabad, 16. Non c’è fine all’orrore del terrorismo. Una strage di bambini è stata compiuta oggi dai talebani in una scuola per figli di militari a Peshawar, nella regione pakistana nordoccidentale della Khyber-Pakhtunkhwa. Sarebbero finora 132 i morti e 250 i feriti, di cui ottanta in gravi condizioni, provocati dal terrificante attacco sferrato dai talebani. Le autorità hanno lanciato un appello per la raccolta di sangue.

Un bambino ferito nell’assalto alla scuola di Peshawar (Ansa)

Nell’istituto al momento del feroce assalto c’erano almeno cinquecento allievi e, al momento in cui andiamo in stampa, fonti delle forze armate riferiscono che «ci sono ancora bambini tenuti in ostaggio». Il ministro dell’Informazione della Khyber-Pakhtunkhwa, Shah Farman, ha dichiarato che «l’esercito sta cercando di riportare la situazione sotto controllo».

Secondo una prima ricostruzione almeno sei assalitori sono entrati nella scuola indossando uniformi dell’esercito. L’azione è stata rivendicata dai Tehreek-e-taliban Pakistan (Ttp), il principale gruppo armato dell’area. Un portavoce del Ttp, Muhammad Khorasani, ha detto che si tratta di un’azione di vendetta per l’operazione lanciata dall’esercito contro i miliziani nel Nord Waziristan e appunto nella Khyber-Pakhtunkhwa.

L’offensiva a cui il portavoce dei talebani fa riferimento è quella denominata Zarb-e-Azb e lanciata il 15 giugno dalle forze della sicurezza pakistana contro i talebani e i miliziani della rete Haqqani nel Nord Waziristan — al confine con l’Afghanistan — a seguito di un attacco all’aeroporto di Karachi.

Il premier pakistano, Nawaz Sharif, che ha definito l’attacco «una tragedia nazionale», ha lasciato Islamabad ed è giunto a Peshawar. «Continueremo a combattere — ha detto il premier — per sradicare completamente i gruppi militanti. Lavoreremo insieme all’Afghanistan per mettere fine» al fenomeno dei talebani. «L’operazione Zarb-e-Azb va avanti con successo — ha aggiunto Sharif — e il Paese deve pregare e sostenere questa operazione». E ha proseguito: «Dobbiamo essere uniti e fare fronte al terrorismo».

Di una «notizia sconvolgente, terribile e impensabile; il segno che i talebani sono davvero pronti ad attaccare ovunque e a uccidere chiunque», ha parlato l’arcivescovo di Karachi, Joseph Coutts, in dichiarazioni al Servizio informazioni religiose della Conferenza episcopale italiana.

«Straziata da questo atto di terrorismo assurdo e spietato, atroce e vile» si è detta Malala Yousafzai, la giovane pakistana insignita quest’anno del premio Nobel per la pace e a suo tempo gravemente ferita in un attentato dei talebani a causa del suo impegno per la libertà d’istruzione delle bambine in Pakistan.

L’attacco di oggi sta suscitando sdegno e orrore in tutto il mondo. Tra i primi a esprimerli c’è stato il premier britannico, David Cameron, secondo il quale «è orribile che dei bambini siano uccisi semplicemente per andare a scuola». Anche il presidente francese, François Hollande ha condannato «un atto così abietto come quello di attaccare dei bambini nella loro scuola».

L’istituto attaccato fa parte del sistema di scuole e college pubblici gestiti dall’esercito pakistano, con 146 centri in tutto il territorio. Si tratta di scuole per i figli di militari, sia ufficiali sia soldati semplici, e l’età degli studenti varia tra i sei e i diciotto anni. Spesso vi insegnano le mogli dei militari.

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