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​Strage di bambini in Siria

· Trenta minori uccisi nel villaggio di Al Shafa ·

Le prime vittime della guerra in Siria continuano a essere i bambini. Nei combattimenti avvenuti nel villaggio di Al Shafa, nell’est del paese, sono stati uccisi almeno trenta minori. Fonti di stampa locali confermano la notizia, inizialmente diffusa dall’Unicef, il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia. Non è ancora chiaro però quali fossero le forze attive nella zona, dove è in corso una massiccia operazione della coalizione internazionale a guida statunitense, insieme ai curdi siriani, contro le ultime sacche di resistenza del sedicente stato islamico (Is).

«Questi fatti così gravi dimostrano, ancora una volta, che la guerra in Siria non è affatto finita. Continuano a morire innocenti. È intollerabile» ha dichiarato Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef. «In quasi otto anni di guerra, la protezione dei bambini è stata completamente ignorata, e i bambini siriani hanno pagato prezzi altissimi; tra gennaio e settembre 2018, le Nazioni Unite hanno verificato l’uccisione di 870 bambini, il numero più alto di sempre nei primi nove mesi di qualsiasi anno dall’inizio del conflitto nel 2011. Questi purtroppo sono soltanto i casi verificati, i numeri effettivi potrebbero essere molto più alti» riferisce l’esponente dell’Unicef. Ma le violenze in Siria non riguardano soltanto l’est del paese. Più a nord, nella regione di Hama, ci sono stati ieri almeno quattordici morti tra militari governativi siriani e miliziani di gruppi jihadisti. I combattimenti si sono concentrati nella zona di Idlib, lungo la cosiddetta zona smilitarizzata creata nel quadro della tregua russo-turca in vigore dal 15 ottobre scorso. Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (voce dell’opposizione in esilio a Londra), i gruppi jihadisti hanno attaccato postazioni governative nella zona di al Ghab, lungo la valle del fiume Oronte, nel nord-ovest della regione di Hama.

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26 marzo 2019

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