Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Basta omicidi

· L’episcopato nigeriano chiede al governo più protezione per i cittadini ·

Abuja, 25. «Lo stato deve proteggere tutti i cittadini, qualunque sia la loro affiliazione etnica o religiosa, altrimenti la Nigeria rischia di cadere nel caos e nel terrore generalizzato»: è quanto ha affermato il cardinale John Olorunfemi Onaiyekan, arcivescovo di Abuja, nel giorno in cui sono stati celebrati i funerali di due sacerdoti e di diciassette fedeli e mentre si svolgeva in 117 città nigeriane una marcia per la vita promossa e organizzata dalla Conferenza episcopale. Migliaia di persone, portando striscioni con scritte “Stop the killings” (Basta omicidi) o “Diciamo no alla violenza” sono scese in strada per protestare pacificamente contro i massacri di cristiani commessi dai pastori Fulani. L’ultimo è avvenuto il 24 aprile scorso nella parrocchia di Sant’Ignazio di Ukpor-Mbalom (diocesi di Makurdi), nella Gwer East Local Government Area, nello stato di Benue. Quest’utlimo fa parte della Middle Belt, nel centro della Nigeria che divide il nord a preponderanza musulmana dal sud in gran parte abitato da cristiani. È qui che due sacerdoti, padre Joseph Gor e padre Felix Tyolaha, sono stati uccisi assieme ad altri diciassette fedeli.

Nei giorni scorsi, il segretario generale della Conferenza episcopale nigeriana, padre Ralph Madu, aveva invitato tutte le diocesi del paese «ad organizzare raduni pacifici o processioni di preghiera o qualsiasi altra dimostrazione appropriata di solidarietà in concomitanza con la manifestazione di protesta a Makurdi».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE