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Storie e volti da accogliere

· All’Angelus il nuovo appello del Papa per i rifugiati ·

«I rifugiati sono persone come tutti, ma alle quali la guerra ha tolto casa, lavoro, parenti, amici. Le loro storie e i loro volti ci chiamano a rinnovare l’impegno per costruire la pace nella giustizia». 

Alla vigilia della giornata mondiale promossa dall’Onu, il Papa ha lanciato domenica 19 giugno un nuovo appello per l’accoglienza dei rifugiati, invitando i fedeli presenti in piazza San Pietro per la recita dell’Angelus a «stare con loro: incontrarli, accoglierli, ascoltarli, per diventare insieme artigiani di pace secondo la volontà di Dio». Del resto il tema di quest’anno scelto dalle Nazioni Unite è proprio «Con i rifugiati. Noi stiamo dalla parte di chi è costretto a fuggire».

Al termine della preghiera mariana Francesco ha anche ricordato l’inizio a Creta del concilio panortodosso, con l’invito a unirsi ai «nostri fratelli ortodossi, invocando lo Spirito Santo perché assista con i suoi doni i patriarchi, gli arcivescovi e i vescovi riuniti in concilio». E ha esortato i fedeli in piazza a recitare un’Avemaria «per tutti i nostri fratelli ortodossi».

In precedenza, commentando come di consueto il vangelo della domenica, aveva spiegato cosa significa seguire Cristo. Il brano di Luca (9, 18-24), ha spiegato, «ci chiama ancora una volta a confrontarci “faccia a faccia” con Gesù. In uno dei rari momenti tranquilli in cui si trova da solo con i suoi discepoli, Egli chiede loro: “Le folle, chi dicono che io sia?”». E la stessa domanda, ha aggiunto attualizzando la riflessione, viene oggi riproposta a ciascuno di noi. Di conseguenza, ha chiarito il Pontefice, «siamo chiamati a fare della risposta di Pietro la nostra risposta». Infatti «molte persone avvertono un vuoto attorno a sé e dentro di sé; altre vivono nell’inquietudine e nell’insicurezza a causa della precarietà e dei conflitti. Tutti abbiamo bisogno di risposte adeguate ai nostri interrogativi, ai nostri interrogativi concreti. In Cristo, solo in lui, è possibile trovare la pace vera e il compimento di ogni umana aspirazione», ha concluso.

L’Angelus del Papa

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19 settembre 2019

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