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Storie di santi e di animali

· Un libro per i più piccoli ·

Un po’ cartoons, un po’ animali veri, mescolando disegni e foto nelle stesse tavole per spiegare ai bambini che i loro fumetti preferiti si ispirano alla realtà. E, soprattutto, che la vita reale è ancora più interessante di tutte le possibili invenzioni umane, cartoni animati compresi. Le illustrazioni di Sara Benecino commentano con grazia e delicatezza un testo — curato dal giovane veterinario giornalista Giuseppe Scarlato — pensato appositamente per i più piccoli: Animals. Creature di Dio (Cinisello Balsamo, San Paolo Edizioni, 2017, pagine 72, euro 10).

Sara Benecino, Placido (meglio noto con il nome di  sant’Eustachio) e il cervo

Un viaggio riservato agli over sei che semplifica i temi trattati ma non li banalizza e non li annacqua in un generico sentimentalismo dolciastro, come troppe volte succede nei libri per l’infanzia. Nella stesura dei testi — che descrivono cani, asini, pecore, uccelli, cervi e orsi — l’autore attinge a piene mani alla sua competenza di veterinario, alternando dati scientifici, cenni di etologia, riferimenti alla mitologia e alla cultura cristiana, dedicando particolare attenzione alle vite dei santi.

Secondo la leggenda, un anello magico aveva dato a re Salomone il potere di parlare agli animali e di capire il loro linguaggio; da qui il titolo del celeberrimo libro di Lorenz, uno dei fondatori dell’etologia. Per l’occasione, Scarlato indossa, metaforicamente, il magico anello e racconta il comportamento degli animali, senza dimenticare il loro valore storico e simbolico.

Il viaggio inizia — e non poteva essere altrimenti — dal canis familiaris putjani, la più antica razza di cane conosciuta, e dal suo ruolo di animale domestico da Argo, il cane compagno di Ulisse, fino ai nostri giorni. Da secoli, amico dell’uomo e amico dei santi, il canis familiaris. «Don Bosco — scrive Giuseppe Scarlato — raccontò nelle sue Memorie di un misterioso animale donatogli dalla Provvidenza. Infatti un cane, un pastore tedesco, lo protesse più volte dagli agguati di chi lo voleva ostacolare».

Il sacerdote aveva notato un grosso cane dal pelo grigiastro lungo la strada che da casa sua conduceva all’oratorio di Valdocco, e lo ribattezzò il Grigio. «Una fredda sera del 1854 — continua Scarlato — due uomini seguirono il prete e lo bloccarono con un mantello. Le cose si stavano mettendo male quando, improvvisamente, comparve il Grigio». Il cane si lanciò sugli assalitori abbaiando e mordendo al punto che, terrorizzati, i due dovettero pregare don Bosco di farlo smettere. Un altro misterioso cane accompagna Tobia nel suo lungo viaggio di ritorno a casa, dal padre Tobi che lo attende a Ninive; una presenza rassicurante e silenziosa che, come l’angelo Raffaele, è stata mandata da Dio per offrire affetto e protezione (Tobia, 11, 4).

Particolarmente ricco e interessante è il capitolo dedicato all’«Audacia del cervo», in cui etologia, mito e storia si fondono senza soluzione di continuità. Presente in molte leggende delle popolazioni celtiche dell’Europa settentrionale, fu soprattutto il cristianesimo a fare del cervo un simbolo molto diffuso. Lo troviamo spesso rappresentato nelle chiese e sui fonti battesimali, o nelle miniature che illustrano la vita di sant’Eustachio.

Un libro nato quasi per caso, come rivela l’autore nell’introduzione ad Animals. Creature di Dio, nato per mantenere una promessa (non diciamo fatta a chi per non togliere ai lettori il gusto di scoprirlo in presa diretta). «Non sono uno scrittore, figuriamoci se una casa editrice mi si fila! Però so che non posso più tirarmi indietro. La storia di questo libro comincia così, da una promessa fatta» confessa il veterinario-scrittore augurando buon viaggio a chi sfoglierà le coloratissime pagine del suo volumetto: «Ogni creatura, dalla più piccola alla più grande, ci accompagna nel mistero della vita, un viaggio irripetibile dove Dio Padre ci guida con la stessa premura che ha avuto per Noè. Da quest’uomo impariamo che fidandoci di Dio, delle sue indicazioni e delle sue rotte, il viaggio della vita sarà bello e luminoso come un arcobaleno».

di Silvia Guidi

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19 marzo 2019

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