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Storia
di una restituzione

Non era difficile riconoscere l’inconfondibile monogramma di Albrecht Dürer, eppure la magnifica incisione, in ottimo stato di conservazione, era finita nel cesto di un antiquario che aveva sgombrato una casa di Sarrebourg, in Lorena, finché un archeologo francese l’ha notata. Affrettatosi ad acquistarla, sul retro dell’opera l’anziano studioso ha identificato il timbro della Staatsgalerie di Stoccarda e, a differenza dei precedenti possessori, si è premurato di riportarla personalmente, accompagnato dalla consorte, al museo tedesco da dove era scomparsa subito dopo la seconda guerra mondiale, come ha raccontato alla France Presse una funzionaria della Staatsgalerie.

Intitolata “Maria incoronata da un angelo”, l’incisione è datata 1520 e raffigura una Vergine giovanissima dai lunghi e meravigliosi capelli biondi, seduta su una semplice panca di legno e fiera del suo bambino che, imbronciato, ha in mano un uccellino e stringe il bordo del suo vestitino. Dal cielo un angelo con il volto nascosto sorregge un prezioso diadema sul capo di Maria, sullo sfondo una cittadina circondata da un bosco si specchia nelle acque tranquille di un lago e tutta la scena è quietamente illuminata dai raggi che Dürer ha inciso intorno ai volti della Vergine e di Gesù, il sole di giustizia. (g.m.v.)

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16 settembre 2019

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