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Storia di un martirio

· ​All’indomani della visita a Lesbo il Papa racconta la drammatica testimonianza di un profugo ·

«Ho visto tanto dolore». Poche parole per raccontare una sofferenza enorme: quella dei profughi incontrati a Lesbo durante la visita compiuta insieme con il patriarca Bartolomeo e l’arcivescovo Hierònymos. Il Papa ne ha parlato al Regina caeli di domenica 17 aprile, dopo aver dedicato la riflessione iniziale all’immagine evangelica di Gesù «buon pastore».

«Ai profughi e al popolo greco ho portato la solidarietà della Chiesa» ha spiegato Francesco sottolineando che la presenza al suo fianco dei due leader religiosi ortodossi è stata un segno eloquente dell’«unità nella carità di tutti i discepoli del Signore».

Il Pontefice ha ricordato con accenti commossi l’incontro personale con circa trecento rifugiati ospitati nel campo di Moria, provenienti da Paesi come Iraq, Afghanistan, Siria. «Tanti di loro — ha detto — erano bambini»; e «alcuni di loro, di questi bambini, hanno assistito alla morte dei genitori e dei compagni, alcuni morti annegati in mare».

Particolarmente toccante la testimonianza di un profugo («un uomo giovane, non ha quarant’anni») incontrato dal Papa insieme ai suoi due figli. «Lui è musulmano — ha detto Francesco — e mi ha raccontato che era sposato con una ragazza cristiana, si amavano e si rispettavano a vicenda. Ma purtroppo questa ragazza è stata sgozzata dai terroristi, perché non ha voluto rinnegare Cristo e abbandonare la sua fede. È una martire! E quell’uomo piangeva tanto».

Anche ad altre tragedie si è rivolto il pensiero del Pontefice durante la preghiera mariana. «Questa notte un violento terremoto ha colpito l’Ecuador, causando numerose vittime e ingenti danni» ha ricordato Francesco. E ha aggiunto: «Preghiamo per quelle popolazioni; e anche per quelle del Giappone, dove pure ci sono stati alcuni terremoti in questi giorni. L’aiuto di Dio e dei fratelli dia loro forza e sostegno».

Dal Papa infine un appello per i lavoratori precari dei call center italiani: «Sono vicino alle tante famiglie preoccupate per il problema del lavoro» ha assicurato auspicando che «su tutto prevalga sempre la dignità della persona umana e non gli interessi particolari».

Il Papa al Regina Caeli  

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