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Storia di sofferenza e rinascita

· Inviato pontificio a Scutari in Albania ·

Tutti gli albanesi, anche i non cristiani, riconoscono il proprio profilo nel volto della Madonna del Buon Consiglio, che ha accompagnato la storia di questo popolo, tra le persecuzioni ottomana e comunista e la rinascita. Lo ha ricordato il cardinale Franc Rodé presiedendo il 26 aprile a Scutari, come inviato speciale del Papa, la celebrazione per i 550 anni della traslazione della immagine mariana a Genazzano, avvenuta il 25 aprile 1467. 

Nella lunga occupazione ottomana, ha spiegato il cardinale Rodé, «il santuario di Scutari venne distrutto». Però «il popolo albanese ha continuato ad avere nel cuore la Madonna, anche nei momenti più difficili». E «soltanto nel 1917 si poté edificare un nuovo santuario dedicato alla Madonna del Buon Consiglio». Ma la storia non finisce qui. Con l’arrivo al potere «dei comunisti, la chiesa venne prima trasformata in sala da ballo e poi rasa al suolo con la proclamazione dell’ateismo di stato nel 1967». Esattamente cinquant’anni fa. È un fatto, ha affermato il cardinale, che «le torture, le uccisioni, le chiese profanate e distrutte, l’educazione imposta dall’ateismo fino al novembre 1990, non sono valse a soffocare la fede religiosa e la devozione mariana in Albania». Tanto che «appena liberata, questa gente ha riportato in casa le immagini della Madre di Dio, ha ricostruito le chiese, iniziando proprio da questo santuario». «La Madonna di Scutari — ha proseguito — ha sempre guidato e protetto i suoi figli: ha vegliato su di loro nei lunghi anni delle catacombe e continua a rispondere alle incessanti, silenti preghiere di questo popolo che faticosamente, ma con coraggio, cerca la via per un futuro di pace». In conclusione, il cardinale Rodé ha rilanciato i contenuti del viaggio di Papa Francesco in Albania, il 21 settembre 2014, e le testimonianze dei trentotto martiri beatificati il 5 novembre 2016.

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