Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Storia
di ordinaria intolleranza

· ​In India una comunità cristiana ingiustamente accusata di conversioni forzate ·

Tutto è cominciato con la chiusura del collegio cattolico a Mohanpur, poi i radicali indù hanno dato vita a una minacciosa protesta nel capoluogo, infine il susseguirsi di dichiarazioni e atti di ostilità nei confronti dell’intera comunità cristiana. L’accusa, sempre la stessa, quella di convertire forzatamente al cattolicesimo. Ma per il vescovo di Sagar dei siro-malabaresi, Anthony Chirayath, ciò che sta accadendo nella sua diocesi, nello stato indiano del Madhya Pradesh, è l’ennesima storia di intolleranza religiosa. I fanatici indù «stanno cercando di eliminare i cristiani», denuncia ad AsiaNews, spiegando che l’accusa di conversioni forzate è totalmente falsa: «I nazionalisti stanno creando un clima di ostilità contro di noi, diffondono false notizie attraverso i giornali, i canali televisivi, facendo il lavaggio del cervello. Il loro obiettivo è creare paura tra i cristiani e soprattutto tra la gente che ci sta attorno, che frequenta le chiese e ha rapporti con i sacerdoti, in modo da impedire in ogni modo la nostra evangelizzazione. Abbiamo paura, possiamo essere attaccati in qualsiasi momento. Le nostre scuole, le istituzioni, gli orfanotrofi possono essere danneggiati. È una tattica, chissà ora quale altra missione attaccheranno». E ricorda di aver «chiesto aiuto alle autorità civili, protezione e sicurezza per i religiosi, i fedeli, le nostre istituzioni».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

13 novembre 2019

NOTIZIE CORRELATE