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​Storia di Asma
sposa per forza

· ​Centinaia di giovani cristiane e indù vittime ogni anno di violenze in Pakistan ·

Lahore, 20. «Ogni anno in Pakistan, centinaia di giovani ragazze cristiane e indù sono forzatamente convertite all’islam»: è quanto denuncia Nasir Saeed, direttore del Centre for Legal Aid, Assistance and Settlement (Claas), ong impegnata nell’assistenza legale ai cristiani.

Rimarcando come tali frequenti vicende di violenza e sopraffazione trovino solo raramente spazio nei media pakistani, Saeed racconta la storia emblematica di Asma, ragazza cristiana di Siyālkot, cittadina nella regione del Punjab. Pochi mesi fa la ragazza era stata rapita da un suo vicino, Ghulam Hussain, per costringerla alle nozze. Asma è riuscita a fuggire. Ma, per dimostrare la legittimità delle nozze, Hussain ha presentato certificati della conversione all’islam e del matrimonio. La controversia resta aperta: «Si tratta — ha spiegato Saeed all’agenzia Fides — di una pratica comune e molto allarmante: tali documenti possono essere facilmente comprati o falsificati. E, per fare pressioni sulla povera famiglia cristiana e ottenere il sostegno da parte dei leader islamici, Hussain è ricorso alla religione, sostenendo che Asma ora si è convertita all’islam e che non è le consentito tornare indietro». In casi come questi, «spesso non solo la polizia ma anche i tribunali ignorano la legge e, invece di decidere il caso in base al merito, prendono decisioni condizionate dalle pressioni da estremisti religiosi». E così, nota il direttore della ong, si amministra una «giustizia deformata». Infatti, «a queste ragazze convertite forzatamente all’islam non è permesso di restare cristiane e di riunirsi alla loro famiglia, pena un’accusa di apostasia e dunque il rischio della vita».

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17 luglio 2019

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