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Storia del pane

· Tra Fede e cibo ·

Pubblichiamo un estratto dal volume A tavola con Dio (Roma, Ave, 2015, pagine 151, euro 10) riproposto in una nuova edizione riveduta e corretta a otto anni dalla prima uscita. 

Viaggiatori condividono un pasto a base di pane  (xiv secolo, Henri De Ferrières, «Livres du roi Modus et de la reine Ratio»)

Gianni Di Santo scrive che nel Mediterraneo di Predrag Matvejevic, nato a Mostar nel 1932 (Bosnia-Erzegovina) ci sono esilii, fughe, rancori, guerre e una sottilissima via della pace che segna la storia del pane, raccontata in Pane Nostro (Garzanti, Milano, 2010). «Tra le molteplici vie che solcano il bacino mediterraneo — spiega Matvejevic — delle arti e dei mestieri, delle scienze e delle conoscenze, dei metalli, dei tessuti, delle spezie e degli alimenti c’è, particolare e unica, quella del pane. Il pane ha permesso di distinguere nell’antichità i barbari dai civilizzati. I primi mangiavano poltiglia preparata grossolanamente a partire dai cereali selvatici, i secondi coltivavano il grano e sapevano fabbricare il pane. Il pane è nato in Africa, probabilmente dalla terra dell’attuale Etiopia. I primi pani vennero fabbricati in prossimità del Mediterraneo e compirono progressivamente il periplo delle due rive. L’Antico Testamento ci permette di scoprire la presenza della farina e del pane nell’alimentazione dei popoli del Vicino Oriente».

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23 agosto 2019

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