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Stato d’emergenza nel Mali
dopo l’attacco terroristico

· Diciannove ostaggi uccisi ·

Forze di sicurezza nell’hotel di Bamako (Ap)

Dieci giorni di stato d’emergenza sono stati dichiarati in Mali, dove le forze di sicurezza stanno dando la caccia a tre uomini sospettati di essere coinvolti nell’attacco di ieri all’hotel Radisson Blu di Bamako, in cui sono morte 21 persone, due dei terroristi e 19 ostaggi secondo quanto dichiarato oggi dal presidente Ibrahim Boubacar Keïta. Gli ostaggi uccisi erano in maggioranza ospiti stranieri dell’albergo, ma anche membri maliani del personale. È stato confermato l’intervento, insieme alle forze maliane, dei caschi blu della missione dell’Onu in Mali e di reparti speciali francesi e statunitensi. Si indaga anche sulla rivendicazione dell’attacco, comunque ritenuta credibile dal Governo, fatta dal gruppo terroristico Al Mourabitoun, guidato dall’algerino Mokhtar Belmokhtar, a suo tempo uscito da Al Qaeda per il Maghreb islamico (Aqmi), e ritenuto l’ideatore di analoghe azioni in Algeria. La rivendicazione, in questo caso, parla di un’azione congiunta tra Al Mourabitoun e Aqmi. Tale ricostruzione sembra contrastare con le dichiarazioni di alcuni ostaggi scampati alla strage, secondo i quali i terroristi parlavano inglese.

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09 dicembre 2019

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