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Stato confusionale

· L’Europa non è più in grado di comprendere ciò che avviene fuori dal suo contesto ·

«Le nuvole non si sono ancora diradate, ma la parte peggiore della crisi sembra essere passata», si sostiene da più parti a livello europeo, auspicando un’accelerazione decisa della ripresa economica. Lo scrive il Vescovo di Piacenza-Bobbio e vicepresidente della Commissione degli episcopati della Comuntà Europea, Gianni Ambrosio, precisando che si tratta di un auspicio condiviso da tutti, in particolare per far fronte all’ormai insopportabile livello di disoccupazione giovanile. Ma la metafora delle nuvole va oltre l’immediato riferimento meteorologico e supera la contingenza del momento presente: lascia infatti intendere che dietro alla nuvole che incombono vi sia il cielo. 

Ma sorge la domanda: la nostra esclusiva attenzione al presente e ai problemi immediati non ci impedisce di guardare verso l’alto? E ancora: non è forse ben più profonda e radicale la crisi in cui versa l’Europa, proprio per il fatto che non appare più il cielo europeo, oscurato da una nuvola cupa, dalla mancanza di orizzonte, dallo scetticismo, da una cultura rassegnata?

Sarebbe bene, anche in vista delle imminenti elezioni del Parlamento di Strasburgo, che ci si impegnasse a far emergere ciò che impedisce di guardare oltre. Un impegno decisamente necessario per superare l’euroscetticismo che si è diffuso in molti Paesi e per evitare soprattutto di sprofondare nella deriva populista. Portare indietro l’orologio della storia vorrebbe dire richiudersi nel piccolo mondo dei nazionalismi. Certo, deve essere assolutamente colmato il distacco fra la cittadinanza da una parte e le istituzioni comunitarie dall’altra (con le varie e forti lobby, con la pesante burocrazia). Senza dimenticare, tuttavia, che anche all’interno di ogni Paese è necessario superare quella sfiducia verso la politica, su cui è facile far leva con proclami demagogici. Ricordando che la costruzione europea è nata sulle rovine delle due guerre chiamate mondiali, ma che in realtà sono state guerre fratricide all’interno dell’Europa. E l’obiettivo era quello di promuovere la pacificazione partendo innanzitutto dalla cooperazione economica.  

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18 agosto 2019

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