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Stabilizzare la Libia
è un obiettivo strategico

· La frammentazione del Paese minaccia geopolitica per l’Europa e il Mediterraneo ·

In Libia «siamo all’inizio di un cammino di stabilizzazione, che per l’Italia è un obiettivo strategico. Al di là di discorsi su questo o quell’attore interno libico, a noi serve un Paese unito e stabile». Lo ha detto questa mattina il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, avvertendo che «non dobbiamo alimentare contrapposizioni e spinte centrifughe tra le diverse componenti della Libia». 

Il premier designato libico Fayez Al Sarraj (Ansa)

La situazione nel Paese nordafricano è ancora estremamente fragile e secondo il ministro degli Esteri italiano «la frantumazione della Libia sarebbe una minaccia geopolitica per l’Europa e per il Mediterraneo». Il premier incaricato libico, Fayez Al Sarraj, è tutt’ora in una base navale del porto di tripoli ma 7 o 8 ministri hanno preso possesso dei loro ministeri. Sono stati fatti passi in avanti ma la situazione resta ancora fragile. Per questo, ha aggiunto Gentiloni, «dobbiamo consolidare il Governo di unità nazionale». E mentre si attende che la Camera dei rappresentanti di Tobruk voti la fiducia al Governo di unità nazionale, il premier designato Al Sarraj ha scandito ieri una sorta di altolà nei confronti del generale Khalifa Haftar: il capo delle forze armate di Tobruk non deve lanciare da solo l’offensiva contro Sirte, la roccaforte del cosiddetto Stato islamico (Is) in Libia, ma deve coordinare l’attacco. In un comunicato, il consiglio presidenziale guidato da Al Sarraj, ha chiesto ieri sia alle forze armate di cui Haftar è comandante generale a Tobruk, sia alle milizie che rispondono a Misurata di interrompere la loro peraltro lentissima avanzata verso Sirte: secondo il premier designato bisogna attendere «fino a quando non verrà nominato un comando congiunto per l’offensiva».

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