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Sport al servizio dell’educazione

· ​Francesco ai calciatori protagonisti della partita per la pace ·

«Ho voluto venire per salutarvi e ringraziarvi di questo lavoro che voi farete oggi; perché lo sport è un lavoro: è un esempio di umanità, di aiuto, per il bene di tanta gente». 

Lo ha detto il Papa incontrando in Vaticano nel pomeriggio di mercoledì 12 ottobre, i calciatori che in serata hanno giocato all’Olimpico di Roma la partita “Uniti per la pace”. Si tratta della seconda edizione dell’iniziativa benefica avviata il 1° settembre 2014, i cui ricavi sono stati destinati in questa circostanza alle popolazioni dell’Italia centrale colpite dal terremoto del 24 agosto. Vi hanno aderito, scendendo in campo, giocatori di tutto il mondo — in particolare argentini, brasiliani e italiani — tra i quali grandi ex del passato e stelle ancora in attività.

L’incontro tra il Pontefice e una rappresentativa delegazione di atleti con le rispettive famiglie si è svolto nella Casina Pio IV, sede delle Pontificie accademie delle Scienze e delle Scienze sociali, a sottolineare le finalità educative e formative dei progetti finanziati con questa iniziativa. «Oggi — ha rimarcato il Papa — non si può pensare l’educazione senza lo sport». Del resto, ha aggiunto, l’attività sportiva «è cammino di promozione umana, cammino di maturità, delle singole persone, delle famiglie e dei Paesi».

Esprimendo il proprio incoraggiamento il Pontefice ha poi ringraziato i calciatori per quello che fanno «per i ragazzi, i bambini, l’amicizia dei popoli», perché — ha sottolineato con particolare enfasi — «questo è fare la pace». E a simboleggiare questa volontà di pace, ha benedetto una pianta di olivo con l’auspicio che essa «fiorisca e germogli in ogni popolo e ci aiuti tutti a capire che solo la pace è giusta».

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