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Spiraglio russo

· Si profila un assenso alle iniziative diplomatiche per scongiurare un intervento militare internazionale in Siria ·

Papa Francesco ricorda che l’unica guerra da combattere è quella contro il male

«L’unica guerra da combattere è quella contro il male». Lo ha ribadito oggi Papa Francesco con un tweet diffuso sull’account @Pontifex. In un altro tweet, il Pontefice aveva ieri sottolineato che «l’umanità ha bisogno di vedere gesti di pace e di sentire parole di speranza e di pace!». A questa aspirazione espressa da milioni di persone sembra offrire ora un contributo l’azione diplomatica sulla crisi siriana. Uno spiraglio che nasce dalla proposta russa di mettere sotto controllo internazionale e distruggere quelle armi chimiche che il Governo siriano del presidente Bashar Al Assad è accusato da molti, in particolare da Washington, di avere usato contro il suo popolo.

Si è così delineata una proposta per scongiurare interventi armati stranieri nel già devastante conflitto siriano e favorire una ripresa delle iniziative negoziali per fermare la guerra. Potrebbe dunque esserci spazio per quella soluzione politica necessaria a mettere fine a una tragedia che ha già provocato più di 110.000 morti e ridotto un terzo degli abitanti alla condizione di profugo, tra i due milioni di rifugiati all’estero e gli oltre quattro milioni di sfollati interni.

Il segretario di Stato americano, John Kerry, aveva detto ieri mattina a Londra che il più volte annunciato intervento armato di Washington avrebbe potuto essere fermato se Assad avesse consegnato le armi chimiche alla comunità internazionale. Subito dopo è stato il responsabile della diplomazia russa, Serghiei Lavrov, a comunicare di aver ottenuto una disponibilità in questo senso dal ministro degli Esteri siriano, Walid Al Muallim.

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21 luglio 2019

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