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Spiragli di trattativa nello Yemen

· Grazie alla mediazione delle Nazioni Unite ·

Il Governo yemenita del presidente Abd Rabbo Mansour Hadi ha annunciato che parteciperà ai colloqui di pace con i ribelli huthi mediati dall’Onu. Lo ha riferito ieri sera un portavoce, anticipando l’invio di una lettera al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. 

Graffito di un artista yemenita a Taez (Reuters)

L’inviato speciale dell’Onu per lo Yemen, Ismail Ould Cheikh Ahmed, aveva proposto una nuova sessione di negoziati di pace nelle prossime settimana ha dichiarato a Ginevra il vice segretario generale dell’Onu, Jan Eliasson. «Speriamo veramente che queste discussioni possano tenersi — ha detto Jan Eliasson reduce da una missione in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Iran — per ridurre la violenza e mettere fine al conflitto». Secondo fonti dell’Onu, circa 5000 persone sono state uccise e 25.000 ferite, tra questi moltissimi civili, nel corso del conflitto tra ribelli huthi e lealisti. E almeno trenta combattenti dell’esercito yemenita sono stati uccisi per errore da un raid aereo della coalizione a guida saudita. I fatti sono avvenuti a Waziya, in un’area tra le province di Taiz e Lahj. Ci sono anche 40 feriti. La coalizione a guida saudita sostiene i lealisti per fermare l’avanzata dei ribelli huthi. Intanto, un battaglione di militari sudanesi è sbarcato ad Aden nel sud dello Yemen, a sostegno della coalizione. «Il Sudan — afferma il portavoce dell’esercito Ahmed Khalifa Alshami — è impegnato per restaurare nello Yemen il potere legittimo».

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